20/04/2009
Si chiamava Bassem, che significa sorridere… ed era il modo in cui salutava tutti. Noi però lo chiamavamo « Phil », elefante, perchè aveva il corpo della taglia di un elefante, ma il cuore era di un bambino.
Amava tutti e tutti l’amavano per la sua dolcezza e la sua attitudine a saper fare divertire. I bambini raccontano di come si giocava insieme: lui li faceva spaventare per poi farli sorridere, curava i loro spazi di ricreazione e portava loro giocattoli e libri. Le anziane signore del villaggio raccontano che aveva l’abitudine di andarle a trovare per sapere le ultime novità e per capire se avessero bisogno di qualcosa. Nel villaggio sembrava essere ovunque: passava a salutare, faceva un tiro di narghilé e poi si allontanava per altri appuntamenti. La mattina in cui è stato ucciso, si è recato da Hamis, un amico con il cranio fratturato per una granata lacrimogena che lo aveva colpito pochi mesi prima durante una manifestazione. Quella stessa arma, ucciderà Bassem di lì a poco.
Bassem ha medicato Hamis e poi è andato a salutare un altro amico, sofferente per un cancro. Ha poi incontrato una ragazza che cercava un ananas ed è andato fino a Ramallah per cercarne uno. Poi è tornato prima di mezzogiorno per la preghiera del venerdì e per la manifestazione settimanale contro il furto delle terre e contro il Muro. Phil, infatti, non mancava mai alle manifestazioni; partecipava a tutte le attività e alle azioni creative a Bil’in. Inoltre, cercava il dialogo con chiunque, anche con i soldati. Poco prima di essere ucciso dalla granata, era intento a chiedere all’esercito israeliano di non sparare più perchè c’erano delle caprette vicino al Muro e si preoccupava per loro. Poi una donna che gli era davanti, a pochi metri, è stata colpita. Lui ha urlato al comandante di non sparare più perchè qualcuno si era ferito, ma l’esercito, al contrario, gli ha sparato addosso.
Sono venuti da tutti i villaggi per i funerali di Bassem. Noi di Bil’in ci guardiamo attorno in attesa che lui ci venga incontro.
Phil, tu eri l’amico di tutti. Ci mancherai. Come Bil’in è diventato il simbolo della resistenza popolare della Palestina, tu sei il simbolo di Bil’in.
Carissimo Phil, riposa in pace, noi cammineremo seguendo le tue orme.
— Mohammed Khatib, membro del comitato popolare di Bil’in contro il Muro e le colonie
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Il 17 aprile sarà un anno da quando abbiamo perso Bassem, detto Pheel.
Anche se è molto forte la sua mancanza, il suo spirito vive in ognuno di noi.
Per celebrare questa data, abbiamo deciso di condividere il cortometraggio realizzato in sua memoria in occasione della Conferenza Internazionale sulla resistenza popolare che si è tenuta a Bil’in il 22-24 aprile 2009. I nostri ringraziamenti vanno a Shai Carmeli Pollak, per la sensibilità dimostrata nel girare questo film.
In ricordo di Bassem Ibrahim Abu Rahma (Pheel)
19/12/1977 - 17/04/2009
Sottotitoli disponibili in Arabo, Ebraico, Inglese o Francese.