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18/01/2010
Sotto i comunicati di Amnesty International.
Appello all’azione di Amnesty International :
Chiedete a Israele di liberare alcuni militanti ancora detenuti
Fonte : Amnesty International
15 gennaio 2010
Amnesty ha salutato la messa in libertà del difensore dei diritti umani palestinesi Mohammed Othman. Nello stesso tempo, l’organizzazione è preoccupata dal fatto che le autorità israeliane abbiano acconsentito a questa liberazione con condizioni che impediranno a quest’uomo di esercitare i suoi diritti fondamentali.
Mohammed Othman è stato arrestato il 22 settembre 2009. Era di ritorno dalla Norvegia dove si era pubblicamente espresso sul tema delle ripercussioni negative del Muro costruito da Israele in Cisgiordania occupata.
Carcerato senza accuse nei termini di un ordine di detenzione amministrativa, è stato rilasciato mercoledì 13 gennaio, dopo aver versato una cauzione di 10.000 shekels israeliani (1900 euro circa).
Mohammed Othman è il secondo militante palestinese rimesso in libertà dalle autorità palestinesi questa settimana.
Le condizioni sono le seguenti : non può abbandonare la Cisgiordania per un tempo indeterminato e deve presentarsi presso i servizi di polizia per interrogatorio quando convocato.
« Le condizioni per la liberazione di Mohammed Othman hanno l’obiettivo di impedire o di dissuaderlo dal continuare la sua militanza contro la costruzione del Muro in Cisgiordania e a denunciare il suo impatto sulla vita dei palestinesi che risiedono in questo territorio », ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio-Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. « Queste restrizioni devono essere immediatamente eliminate ».
La rimessa in libertà di Mohammed Othman segue quella di Jamal Juma, che è stato rilasciato senza condizioni martedì 12 gennaio. Un terzo difensore dei diritti umani, Abdallah Abu Rahma, è sempre detenuto.
Jamal Juma, Mohammed Othman e Abdallah Abu Rahma fanno campagna da anni contro il Muro in Cisgiordania sensibilizzando il pubblico circa le ripercussioni negative sulla vita dei palestinesi, organizzando l’opposizione popolare e manifestando pacificamente contro la costruzione della barriera.
I tre militanti si sono sempre detti determinati a rispettare i principi della nonviolenza . Secondo Amnesty International, alcun elemento credible prova che siano ricorsi alla violenza.
Amnesty International è preoccupata per il fatto che Abdallah Abu Rahma potrebbe essere detenuto unicamente per avere esercitato legittimamente il suo diritto alla libertà d’espressione opponendosi alla barriera eretta da Israele.
Se è così, si tratta di un "prigioniero di opinione" e deve essere immediatamente liberato senza alcuna condizione. In caso contrario, deve essere accusato di un’infrazione provata dalla legge e tradotta in giustizia nel pieno rispetto delle norme internazionali.
Fonte : Amnesty International
13 gennaio 2010
Amnesty International saluta la liberazione del militante per i diritti umani palestinesi Jamal Juma, che era detenuto dall’esercito israeliano dalla fine dello scorso anno.
Jamal Juma è stato arrestato nel dicembre 2009 a seguito di una serie di manifestazioni contro la costruzione del Muro in Cisgiordania. Oltra a lui, sono in stato di detenzione anche i militanti Abdallah Abu Rahma e Mohammed Othman.
Amnesty International ha chiesto la settimana scorsa che queste tre persone siano liberate o almeno giudicate nel quadro di un processo equo. Jamal Juma è stato rimesso in libertà martedì, ma Abdallah Abu Rahma e Mohammed Othman no
« Senza pressione internazionale non sarei libero ora », ha dichiarato Jamal Juma ad Amnesty International mercoledì.
« Ieri sono stato liberato senza accuse e vi ringrazio per il vostro intervento e il vostro sostegno ».
« Ma molti altri sono ancora detenuti e gli arresti continuano. Le autorità devono mettere fine a ciò ».
Jamal Juma, Mohammed Othman e Abdallah Abu Rahma fanno campagna da anni contro il Muro in Cisgiordania sensibilizzando il pubblico circa le ripercussioni negative sulla vita dei palestinesi, organizzando l’opposizione popolare e manifestando pacificamente contro la costruzione della barriera.
I tre militanti si sono sempre detti determinati a rispettare i principi della nonviolenza . Secondo Amnesty International, alcun elemento credible prova che siano ricorsi alla violenza.
Amnesty International è preoccupata per il fatto che Abdallah Abu Rahma potrebbe essere detenuto unicamente per avere esercitato legittimamente il suo diritto alla libertà d’espressione opponendosi alla barriera eretta da Israele.
Se è così, si tratta di un "prigioniero di opinione" e deve essere immediatamente liberato senza alcuna condizione. In caso contrario, deve essere accusato di un’infrazione provata dalla legge e tradotta in giustizia nel pieno rispetto delle norme internazionali.