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La forza di resistere - Un incontro a Roma

27/01/2008

[Il Manifesto] «La tenacia di resistere, il coraggio di rifiutare». Questo il titolo dell’incontro, promosso da uncartello di associazioni pacifiste (Donne in nero, Ebrei contro l’occupazione, Fiom-Cgil, Prc-Se,Comunità palestinese Roma e Lazio, Arci) che ieri a Roma per 4 ore ha tenuto alta l’attenzionenell’affollatissima sala della rivista Carta. Sul grande schermo, la gente di Gaza che attraversa ilmuro fatto saltare da Hamas con la dinamite: donne e bambini di quella società civile, che èstata al centro della giornata globale dei Wsf. Al tavolo, i pacifisti di Bil’in-Palestina (Basel Mansour), che ogni venerdì manifestano mano nella mano. Bil’in è un piccolo villaggio che ilmuro ha privato delle terre, nella colonia ebraica di Modi’in, in Cisgiordania: una coloniaimportante, che prende le terre di cinque villaggi palestinesi. Insediamenti che cresconorapidamente e stanno per ottenere lo statuto di città, mostrando il ruolo del muro nella politicadei fatti compiuti di Israele.

Ciò che ho visto a Modi’in Illit

07/01/2008

Da tempo, l’équipe dell’Osservatorio sulla colonizzazione di Shalom Arshav informa circa la situazione nei territori occupati, in modo che i cittadini israeliani sappiano ciò che accade in loro nome e con il loro denaro. In numerosi casi, la richiesta di informazioni ufficiali indirizzate agli organi governativi, è disattesa. Così, il nostro gruppo si sposta nelle zone in questione per fare delle verifiche. A volte il team di lavoro deve affrontare le minacce delle autorità e le violenze dei coloni. Ciò che segue è la testimonianza di ciò che ho visto oggi a Modi’in Illit.

Bil'in Habibti, il muro dell'odio e la speculazione edilizia

12/12/2007

Shai è un attivista ebreo. Per fortuna è pure un regista che, armato di telecamera, si è messo a documentare la costruzione del tristemente famoso muro, fatto dal governo israeliano. Quando giunge in Bil’in inizia la sua odissea. Il muro taglia (distruggendoli) una parte dei territori rurali di questo piccolo villaggio palestinese. I campi di olivi degli abitanti vengono espropriati dall’esercito e “regalati” ai coloni che vi costruiranno (guarda caso) palazzi a schiera proprio sopra (che sia una coincidenza??…purtroppo no, si chiama speculazione edilizia). Ovviamente il piccolo paesino si ribella ed organizza, manifestazioni “pacifiche” e non violente contro il muro, a cui partecipano attivisti israeliani, stranieri ed ovviamente Shai con la sua Telecamera.

"Bil'in habibti". In un doc un esperimento di pace

05/12/2007

A nord di Ramallah, israeliani e palestinesi lottano insieme

“Nessuna normalizzazione, unità come a Bilin”

08/09/2007

Una squadra di calcio israeliana e una Ong palestinese sotto accusa: vogliono normalizzare l’occupazione. Il messaggio dei pacifisti: solo la lotta nonviolenta avrà successo