A Bil’in hanno osato sparare con munizioni vere!

17/06/2008

Fonte: AFPS

di Jacqueline Kissous

L’Ufficio nazionale dell’AFPS ha indirizzato al comitato popolare di Bil’in e a Waji Bornat, il padre di Ibrahim, un messaggio di sostegno per condannare questa barbara escalation repressiva dell’esercito israeliano di occupazione. Ecco il resoconto dei fatti.

Bil’in, piccolo villaggio della Cisgiordania. Venerdì 13 maggio. Come ogni venerdì, gli abitanti del villaggio, sostenuti dagli israeliani pacifisti e dagli internazionali, manifestano contro il Muro che ha annesso il 60% delle loro terre coltivabili. Senza violenza, a mani nude, marciano verso il Muro.

Di fronte a loro, dei «valenti» soldati, difensori della sicurezza di Israele, cow-boys arroganti e pieni di boria, armati di fucili, di granate, lacrimogeni e altre armi sofisticate, ricordano a questi «paesani» palestinesi che è Israele e il suo esercito a comandare su quelle terre.

Improvvisamente, degli spari. Il giovane Ibrahim cade colpito da tre proiettili VERI. Seriamente ferito alle gambe (arteria, vena e nervo) e ricoperto di sangue, viene portato subito all’ospedale in terapia intensiva. La diagnosi è riservata. Ibrahim non ritroverà forse l’uso della sua gamba! Suo fratello Rani è su una sedia a rotelle, colpito 8 anni fa alla colonna vertebrale da uno sniper israeliano.

L’esercito israeliano non esita a sparare con la volontà deliberata di uccidere durante una manifestazione nonviolenta contro abitanti disarmati, venuti a difendere le loro terre e a ricordare che ci sono! Oggi, l’esercito ha raggiunto un livello più alto nell’escalation di violenza contro degli abitanti pacifici a Bil’in, simbolo della resistenza popolare nonviolenta.

Sì, hanno osato!

Perché pensano che nessuna pubblicità sarà fatta sui loro atti assassini, perché pensano di godere di una silenziosa immunità, perché credono che il popolo palestinese sia il grande dimenticato dalla storia e che coloro che governano parlano molto e non fanno niente per arrestare questa barbarie contro un popolo che aspira alla pace e alla proprietà delle sue terre.

Oggi a Bil’in, come altrove sulla terra di Palestina, alcuni civili cadono vittime di CRIMINI DI GUERRA. Un giorno alcuni dovranno rendere conto di ciò che stanno commettendo perché hanno deliberatamente scelto la violenza e l’assassinio. Essi hanno scelto di iscrivere il loro paese, Israele, tra le nazioni che la storia condannerà come fautori di crimini di guerra e contro l’umanità.

Ibrahim è sempre in terapia intensiva (nota aggiunta all’articolo di AFPS)

Durante la sua operazione, Ibrahim ha ricevuto numerose trasfusioni di sangue che hanno permesso di salvargli la vita. Ma, dopo 11 trasfusioni, ha ancora bisogno di sangue del gruppo AB+ in grande quantità. Le persone appartenenti al gruppo AB+ possono ricevere del sangue da tutti i donatori, ma in ragione dello stato critico di Ibrahim, i medici preferiscono usare il sangue del suo proprio gruppo.

Se siete nella regione di Ramallah e volete donare del sangue (AB+) per Ibrahim, potete contattare Sarah allo 0523991897.

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