Ancora decine di militanti sofferenti per inalazioni di gas durante le manifestazioni settimanali a Bil’in

18/09/2009

dal Comitato Popolare di Bil’in

Dopo la preghiera del venerdì, gli abitanti del villaggio, accompagnati da militanti pacifisti internazionali e israeliani, hanno partecipato alla manifestazione settimanale di Bil’in. I manifestanti brandivano dei drappi palestinesi e delle piccole bandiere e condannavano i raid notturni, gli arresti, la confisca delle terre e la colonizzazione da parte dell’esercito. Altre bandiere invece commemoravano il ventesimo anniversario del massacro di Sabra e Chatila. Durante la manifestazione, decine di persone hanno inalato gas lacrimogeno.

Partiti dalla moschea, i manifestanti hanno attraversato le strade del villaggio e recitato slogan per chiedere unità nazionale e fine dell’occupazione. Giunti nei pressi della barriera hanno tentato di aprire un varco, ma i soldati, nascosti, hanno lanciato candelotti di gas lacrimogeno e bombe assordanti. Molti manifestanti sono stati intossicati dalle inalazioni.

Il Comitato Popolare ha approfittato della manifestazione per condannare le invasioni notturne dell’esercito e i saccheggi sistematici delle case del villaggio, tra cui quella del coordinatore del Comitato, Abdullah Abu Rahma.

Il Comitato considera questi raid come una violazione dei diritti umani e stima che la brutalità dei soldati mascherati, traumatizzi i bambini. Pertanto esige che le organizzazioni per i diritti dell’uomo intervengano immediatamente per far cessare questi attacchi.

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