27/05/2008
Fonte: ISM
Lunedì 26 maggio, alcuni coloni israeliani della colonia di Matityahu Est, sotto la protezione dell’esercito israeliano, hanno cominciato dei lavori di costruzione al fine di ingrandire la loro colonia sulle terre del villaggio di Bil’in. Gli abitanti di Bil’in, raggiunti da alcuni militanti internazionali e israeliani, hanno tentato di bloccare questa costruzione.
Ashraf Abu Rahme di Bil’in, noto come Dabaa, è riuscito ad arrampicarsi su una delle gru dei coloni con una bandiera palestinese. E’ rimasto lassù ed è riuscito a bloccare il lavoro per sei ore prima di essere obbligato a scendere. Subito dopo è stato arrestato dalla polizia israeliana.
Ashraf è stato trasferito in una base dell’esercito. Secondo il regime militare israeliano, i palestinesi possono essere detenuti per otto giorni prima che un giudice dell’esercito approvi il prolungamento della detenzione. (gli israeliani invece possono essere trattenuti solo per 24 ore prima di presentarsi davanti a un giudice). Malgrado il fatto che la prima fase della Road Map esiga dal governo israeliano il blocco totale della colonizzazione -compresa l’espansione naturale- l’amministrazione civile israeliana (la branca amministrativa dell’occupazione) ha accordato alcune autorizzazioni per l’espansione dell’avamposto di Matityahu-Est. Sei nuove carovane (case-mobili) sono state installate sulle terre di Bil’in.
Otto mesi dopo che la Alta Corte di giustizia ha ordinato allo Stato di smantellare la parte della barriera di separazione vicino al villaggio palestinese di Bil’in in “un tempo ragionevole”, il Ministero della Difesa ancora non l’ha fatto. E, anzi, non ha nemmeno cominciato a indicare un percorso alternativo, conformemente alle istruzioni del tribunale.
L’indomani di questa decisione concernente il Muro, la Corte Suprema israeliana aveva stabilito che l’avamposto di Matityahu-Est, costruito illegalmente secondo la legge israeliana, era legalizzato a posteriori. Va da sé che le autorità israeliane non hanno tardato ad applicare questa decisione. Le autorità israeliane considerano Matityahu Est come un "quartiere" d’élite della colonia di Modiin e questa legalizzazione ha aperto la strada alla concessione dello status di città a questo "blocco di colonie".
Alcuni coloni hanno attaccato un’équipe della televisione Al Jazeera e i militanti internazionali e israeliani che erano venuti a protestare contro la costruzione. Un dei coloni è stato arrestato dalla polizia israeliana dopo aver tentato di picchiare un attivista internazionale in testa con una pietra.
Quando i coloni avevano tentato un’azione simile il 1° gennaio 2008, due membri del Comitato popolare di Bil’in erano stati ricoverati dopo essere stati attaccati mentre tentavano di bloccare la costruzione illegale.