17/04/2009
Bassem Abu Rahme è stato ucciso oggi a Bil’in, colpito da una granata di gas lacrimogeno nel petto. E’ morto sul colpo. Bassem partecipava alla manifestazione settimanale e poco prima che lo uccidessero, stava dicendo ai soldati si non sparare perchè si trattava di « una protesta nonviolenta con bambini e internazionali ». E’ stato trasferito all’ospedale di Ramallah, ma vi è arrivato cadavere. I funerali avranno luogo domani a Bil’in.
Questo pomeriggio un abitante di Bil’in è stato ucciso dalle forze israeliane di occupazione durante la manifestazione settimanale. Bassem Abu Rahme, 29 anni, è stato colpito al petto da una granata lacrimogena.
Si tratta di un proiettile descritto come di "40mm, a lunga gittata" in ebraico, lo stesso che ha gravemente ferito il militante americano Tristan Anderson, durante la manifestazione del 13 marzo scorso a Bil’in. Il proiettile, sparato da 60 metri, lo aveva colpito in testa.
Bassem Abu Rahme è la 18esima vittima dell’esercito israeliano di occupazione durante una manifestazione contro il Muro.
26 febbraio 2004
Muhammad Fadel Hashem Rian, 25 anni, e Zakaria Mahmoud ‘Eid Salem, 28 anni
Ucisi da proiettili durante una manifestazione contro il Muro a Biddu.
Abdal Rahman Abu ‘Eid, 17 anni
diMorto per attacco cardiaco a cauda c granate lacrimogene sparate nella sua abitazione durante una manifestazione contro il Muro a Biddu.
Muhammad Da’ud Saleh Badwan, 21 anni
Ferito da proiettili durante una manifestazione a Biddu, è morto dopo poco, il 3 marzo 2004.
16 aprile 2004
Hussein Mahmoud ‘Awad ‘Alian, 17 anni
Ucciso da proiettili durante una manifestazione contro il Muro a Betunya.
18 aprile 2004
Diaa’ A-Din ‘Abd al-Karim Ibrahim Abu ‘Eid, 23 anni
Ucciso da proiettili durante una manifestazione contro il Muro a Biddu.
Islam Hashem Rizik Zhahran, 14 anni
Ferito da proiettili durante una manifestazione contro il Muro a Deir Abu Mash’al, è morto il 28 aprile.
15 febbraio 2005
‘Alaa’ Muhammad ‘Abd a-Rahman Khalil, 14 anni
Ucciso da proiettili mentre lanciava pietre contro un veicolo israeliano condotto da guardie private vicino il Muro a Betunya.
4 maggio 2005
Jamal Jaber Ibrahim ‘Asi, 15 anni e U’dai Mufid Mahmoud ‘Asi, 14 anni
Uccisi da proiettili durante una manifestazione contro il Muro a Beit Liqya
2 febbraio 2007
Taha Muhammad Subhi al-Quljawi, 16 anni
Ucciso da proiettili mentre, con due amici, cercava di tagliare il filo spinato del Muro nel Campo di Rifugiati di Qalandiya. E’ stato ferito alla coscia ed è morto a causa di una emorragia perchè i soldati hanno impedito i soccorsi.
28 marzo 2007
Muhammad Elias Mahmoud ‘Aweideh, 15 anni
Ucciso da proiettili durante una manifestazione contro il Muro a Um a-Sharayet - Samiramis.
2 marzo 2008
Mahmoud Muhammad Ahmad Masalmeh, 15 anni
Ucciso da proiettili mentre cercava di tagliare una parte di filo spinato del Muro a Beit Awwa.
29 luglio 2008
Ahmed Husan Youssef Mousa, 10 anni
Ucciso mentre, con molti amici, cercava di strappare via del filo spinato dalla terra dei villaggi.
30 luglio 2008
Youssef Ahmed Younes Amirah, 17 anni
Ferito alla testa da proiettili di gomma-acciaio, durante una manifestazione a Nil’in, Youssef è morto a seguito di tali ferite il 4 agosto 2008.
28 décembre 2008
Arafat Khawaja, 22 anni
Ucciso da un proiettile nella spalla a Ni’lin durante una manifestazione contro l’attacco israeliano a Gaza.
Mohammad Khawaja, 20 anni
Ferito alla testa da un proiettile a Ni’lin durante una manifestazione contro l’attacco israeliano a Gaza, Mohammad è morto in ospedale il 31 dicembre 2008.
Venerdì 17 aprile
Con i miei compagni di missione ci siamo diretti verso Ramallah e poi a Bil’in per manifestare. Fin qui, tutto ok. Al termine della preghiera del venerdì, con gli abitanti del villaggio e i militanti internazionali, ci siamo diretti verso il Muro della vergogna, dove ci attendevano una trentina di soldati israeliani armati fino ai denti. Appena giunti sul luogo, alcuni giovani hanno apero un varco, affinchè potessimo passare e avvicinarci ai soldati per manifestare loro la situazione in cui vivono i palestinesi.
A seguito di ciò, i soldati sionisti, hanno ricevuto l’ordine di aprire le ostilità e lanciare gas lacrimogeni, bombe assordanti e sparare proiettili… Sono molto vicino ai soldati, ma i loro spari mi obbligano a tornare indietro e rifugiarmi. I soldati però non hanno pietà per nessuno; israeliani, palestinesi o internazionali che siano.
10 minuti dopo, un soldato colpisce un giovane palestinese al busto che è a 3 metri da me. Lo vedo accasciarsi al suolo, ma non riesco a respirare e non posso soccorrerlo subito. Qualche secondo più tardi, mi precipito verso di lui, ma l’esercito continua a sparare. Il giovane palestinese di 29 anni perde molto sangue; chiediamo i soccorsi per poterlo portare via presto. Lui è agonizzante di fronte a me e io sono impotente.
Finalmente, un abitante del villaggio arriva con la sua automobile e lo porta all’ospedale con una ragazza francese ferita alla testa, ma lei non è grave.
Non è affatto finita perchè cerchiamo di avvicinarci benchè l’aria sia irrespirabile e non si veda nulla. Gli israeliani continuano a sparare, ma a fronteggiarsi non sono due eserciti. Noi siamo solo un gruppo di manifestanti che protesta pacificamente ogni venerdì da quattro anni. Due ore e mezzo dopo, rientriamo nel villaggio, su indicazione dell’organizzatore della manifestazione.
Sono stanco e triste. Cammino per il villaggio e ascolto che il giovane palestinese trasportato in ospedale si chiamava Bassem ed è morto.
La tristezza mi invade; non so più che fare e dove andare. Mi siedo e piango. Il ricordo del giovane palestinese mi accompagna.
Nonostante la fine della missione, decidiamo di restare a Bil’in per i funerali di Bassem.
150esima missione CCIPPP
La granata lacrimogena (al centro della foto) è identica a quella che ha ucciso Bassem oggi a Bil’in. Foto: Lazar Simeonov