Bil'in si appella alla liberazione degli abitanti imprigionati

11/12/2009

dal Comitato Popolare di Bil’in

Circa 150 militanti, palestinesi, internazionali e israeliani si sono riuniti a Bil’in oggi, per ricordare il 22esimo anniversario dall’inizio della prima Intifada e per chiedere la liberazione dei prigionieri del villaggio arrestati per essere implicati nelle manifestazioni nonviolente contro il Muro e le colonie costruite sulle terre rubate del villaggio.

I manifestanti si sono riuniti nel villaggio dopo la preghiera del venerdì e hanno marciato verso il Muro in costruzione sulle terre del villaggio. Organizzati dal Comitato Popolare contro il Muro e le colonie, gli attivisti hanno sventolato bandiere e drappi palestinesi e hanno condannato la politica israeliana di espansione delle colonie e la recente campagna di arresti condotta dall’esercito contro gli abitanti.

I manifestanti hanno scandito degli slogan appellandosi all’unità nazionale e rigettando le differenze politiche. Hanno poi sottolineato la necessità di sostenere i principi nazionali palestinesi e hanno espresso la loro determinazione a resistere all’occupazione e a perseguire la lotta per la liberazione di tutti i prigionieri politici. I manifestanti hanno chiesto la liberazione di tutti i detenuti di Bil’in, fra cui Abdallah Abu Rahma, coordinatore del Comitato Popolare di Bil’in, che è stato arrestato dai militari israeliani alle due del mattino di giovedì 10 dicembre. Adeeb Abu Rahma, un altro coordinatore, è nelle prigioni israeliane da oltre cinque mesi.

Quando il corteo è arrivati davanti al cantiere del Muro, l’esercito ha “accolto” i manifestanti lanciando delle bombe lacrimogene e, dopo che alcuni militanti hanno tentato di aprire il varco circondato dal filo spinato che separa il villaggio dalle sue terre, i soldati israeliani hanno lanciato delle granate asfissianti, delle cartucce di gas lacrimogeno e dei proiettili di gomma e acciaio. Decine di militanti sono stati intossicati.

Al di là della manifestazione, il Comitato Popolare di Bil’in ha espresso il suo sostegno all’iniziativa recente della Svezia e dei ministri degli affari esteri dell’Unione europea che chiedono il riconoscimento dello Stato palestinese con le frontiere del 1967 compresa Gerusalemme Est occupata come capitale, e il loro rigetto di tutte le proposte che non riconoscano le frontiere del 1967.

Nel quadro generale delle operazioni israeliane di arresto dei principali responsabili del Comitato Popolare (iniziate lo scorso giugno), Abdallah Abu Rahma, insegnante e coordinatore del Comitato Popolare di Bil’in, è stato arrestato da soldati israeliani. Giovedì 10 dicembre 2009, verso le due del mattino, nove jeep dell’armata israeliana hanno fatto irruzione nella sua casa. I soldati si sono introdotti nell’abitazione, hanno buttato Abdallah giù dal letto in presenza dei suoi figli e di sua moglie. Un’operazione antecedente per l’arresto di Abdallah aveva avuto luogo il 15 settembre scorso ed era stata condotta con una tale violenza che, uno dei soldati implicati era stato accusato. La settimana scorsa alcune unità segrete dell’esercito avevano invaso Bil’in a più riprese, sempre per ricercare Abdallah.

Il suo arresto fa parte della campagna permanente condotta dall’esercito israeliano contro gli abitanti di Bil’in e i dirigenti del Comitato Popolare, per tentare di dissuaderli dal perseguire la loro lotta nonviolenta. Dal 23 giugno 2009, 31 abitanti di Bil’in sono stati arrestati.

Campagna israeliana d’intimidazione e di arresti in corso a Bil’in : ciò che potete fare

Video

To watch this video, download Flash plug-in. Si vous ne voyez pas cette vidéo, téléchargez le plug-in Flash

 

To watch this video, download Flash plug-in. Si vous ne voyez pas cette vidéo, téléchargez le plug-in Flash