11/05/2010
Traduzione: Caterina Donattini
I comitati popolari in Palestina condannano l’ingiusta persecuzione dei leader della resistenza popolare palestinese. In particolare condanniamo la decisone presa dai servizi segreti israeliani dello SHIN BET che ha negato al Signor Iyad Burnat la possibilità di uscire dalla Palestina. Eyad è il capo del Comitato popolare che resiste contro gli insediamenti ed il muro illegali presso Bilin. Egli era stato invitato ad una serie di conferenze in Italia ed in Svizzera, avrebbe parlato del tema della resistenza non violenta. Tra le persone che lo avrebbero accolto ed invitato annoveriamo il sindaco di Ginevra, Remy Pigan, e gli organizzatori della marcia per la pace in Italia. Sia l’uno che gli altri si sono detti sconvolti per il fatto che il Signor Burnat non abbia potuto attraversare il ponte tra la West Bank e la Giordania il 1 Maggio 2010.
Le autorità israeliane hanno tenuto il Signor Burnat in attesa per 3 ore per poi comunicargli il divieto di lasciare il paese. Il tentativo israeliano di impedire alle persone coinvolte nella resistenza non violenta e nelle varie forme di resistenza civile di raccontare le proprie storie all’estero fa parte della politica di intimidazione volta a porre fine a questo tipo di resistenza. Le azioni di Israele in questo senso mirano ad impedire che notizie discordanti con la propaganda israeliana raggiungano l’Occidente, limitando il più possibile i contatti tra i palestinesi ed il resto del mondo. In questi ultimi anni di lotta non ci siamo mai arresi nonostante l’uccisione di manifestanti pacifici quali il nostro compagno Bassem Abu Rahma nell’aprile 2009 e nonostante il rapimento e l’arresto di centinaia di dimostranti pacifici. Durante le manifestazioni, che hanno scadenza settimanale, le autorità israeliane hanno utilizzato ogni tipo di arma: lacrimogeni, sostanze chimiche, idranti, pallottole ed altre armi sperimentali. Iyad Burnat ha 37 anni, è sposato ed è padre di 4 figli. Fu arrestato durante la prima intifada nel 1987 e nel 1992 venne arrestato e dovette rimanere in prigione per due anni. Fu ferito diverse volte durante le manifestazioni settimanali presso Bilin.
Ci opponiamo con forza ale misure prese contro il nostro compagno Eyad Burnat:
Potete offrirci il vostro sotegno: