Decine di feriti durante la manifestazione di Bil’in

19/09/2008

di Abdallah Abu Rahma
Coordinatore del Comitato Popolare di Bil’in

Gli abitanti di Bil’in, insieme a pacifisti internazionali e israeliani, si sono riuniti per manifestare contro il Muro e le colonie. Intanto oggi è il 26esimo anniversario del massacro di Sabra e Shatila. I manifestanti hanno condannato i massacri contro il popolo palestinese.

I manifestanti hanno iniziato a sfilare dopo la preghiera del venerdì chiedendo la fine della politica razzista di Israele, della costruzione di colonie, degli accerchiamenti, dei rapimenti e degli assedi di città e villaggi.

Il corteo ha marciato in direzione del Muro al fine di accedere alle terre confiscate, poste dall’altra parte della barriera. Come d’abitudine, il passaggio era stato chiuso e dei soldati israeliani avevano preso posto dietro alcuni blocchi di cemento armato. Quando i manifestati hanno provato ad avvicinarsi, i soldati hanno sparato gas lacrimogeni e bombe assordanti, provocando problemi respiratori a numerose persone.

L’esercito di occupazione israeliano ha poi spruzzato i manifestanti con acqua blu miscelata con del gas lacrimogeno che, assorbiti dalla pelle, moltiplicano gli effetti dolorosi.

Intanto, ieri, l’esercito ha presentato il nuovo progetto per la modifica del tracciato del Muro di Bil’in secondo la decisione della Alta Corte di Israele che aveva chiesto lo smantellamento del Muro e un cambiamento del suo percorso.

Due mesi fa, l’esercito aveva presentato un progetto di modifica del Muro che restituiva solo 120 dunums agli agricoltori palestinesi. Questo progetto è stato respinto dal villaggio e dal tribunale.

Due giorni fa, è stato appunto presentato il nuovo progetto che risulta non essere conforme alle decisioni della Corte e non è stato accettato dagli abitanti di Bil’in.

Il Comitato Popolare Contro il Muro ha chiesto al suo avvocato di rifiutare ufficialmente il nuovo progetto in tribunale.