05/02/2010
Comitato Popolare di Bil’in
Una delegazione dell’UE, condotta da Thierry Vallat, che vigila sulle violazioni dei diritti dell’esercito israeliano contro i manifestanti, ha partecipato al corteo di protesta di Bil’in insieme ai militanti israeliani e internazionali. I manifestanti hanno brandito dei drappi palestinesi e delle bandiere per chiedere la fine dell’occupazione israeliana e la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi.
I manifestanti hanno sfilato partendo dal centro del villaggio e scandendo slogan e canti nazionali. Gli slogan si appellavano all’unità nazionale contro l’occupazione israeliana, alla liberazione di tutti i prigionieri e in particolare alla liberazione del coordinatore del Comitato Popolare di Bil’in, Abdallah Abu Rahma, così come a quella di Adeeb Abu Rahma e Amera Ibrahim.
Quando il corteo è arrivato davanti al cantiere, un’unità dell’esercito israeliano era già posizionata dietro i blocchi di cemento e aveva già occupato la barriera di accesso alle terre annesse con del filo di ferro spinato. L’esercito ha immediatamente sparato delle granate lacrimogene e dei proiettili di gomma e acciaio contro i manifestanti, provocando decine di intossicati.
La settimana scorsa, il capo dell’Ufficio di coordinamento israeliano del Distretto ha informato il consiglio del villaggio sul nuovo tracciato del Muro. Mercoledì 3 febbraio, Ibrahim Burnat (27 anni) è stato prelevato da casa sua. Il Comitato Popolare di Bil’in ha condannato gli arresti dei militanti e dei dirigenti dei comitati della Cisgiordania.
Le autorità israeliane hanno rimesso in libertà condizionale, Mohammed Khatib, membro del Comitato Popolare, dietro il pagamento di una cauzione di 10.000 shekels e con l’interdizione a partecipare alle manifestazioni recandosi al posto di blocco più vicino ogni venerdì tra le 12 e le 17 (orari in cui si svolgono le manifestazioni).