03/04/2009
dal Comitato Popolare di Bil’in
Gli abitanti del villaggio di Bil’in si sono spostati in massa, dopo la preghiera del venerdì, per partecipare a una marcia organizzata dal Comitato Popolare contro il Muro del villaggio, per la 33esima Giornata della Terra, con il sostegno di un gruppo di militanti internazionali e pacifisti israeliani.
I manifestanti sventolavano bandiere e drappi palestinesi contro l’occupazione e chiedevano l’unità contro la giudeizzazione di Gerusalemme, gli assedi e l’isolamento, la confisca della terre, la demolizione delle loro case e la costruzione delle colonie che minacciano la presenza palestinese e impediscono l’esistenza dello Stato palestinese. I manifestanti si sono mossi per le strade del villaggio, scandendo slogan e cercando di raggiungere il Muro. Ma i soldati israeliani avevano già chiuso la porta e preso posizione per sparare contro tutti coloro che avessero tentato di oltrepassare la barriera.
Quando i manifestanti si sono avvicinati, i soldati hanno iniziato a sparare proiettili di gomma-acciaio e bombe di gas lacrimogeno che hanno intossicato decine di persone e ferito due giornalisti : Sa’ed Hawwari, un fotografo dell’agenzia Reuters e Rebhi Alkobari, un fotografo di Palestine News Network.
Inoltre, l’armata israeliana ha ripreso i suoi raid notturni nei villaggi, invadendoli, sparando gas lacrimogeni, bombe assordanti e creando così un clima di terrore tra i bambini. I bambini hanno risposto lanciando pietre contro i veicoli militari. L’esercito ha tentato di catturarne alcuni per portarli di fronte ai servizi segreti israeliani, al fine di fare pressione su di loro e utilizzarli come moneta di scambio per dissuadere gli abitanti a continuare a lottare contro l’occupazione.