Due manifestanti feriti e un giornalista arrestato durante l'anniversario della Nakba

15/05/2010

Fonte : Stop the Wall


Durante lo svolgimento del corteo settimanale contro il Muro dell’Apartheid a Bil’in, due manifestanti sono stati gravemente feriti, molti altri hanno sofferto di problemi respiratori a causa dei gas lacrimogeni e infine un cameraman della televisione Al-Arabiya è stato arrestato. Questi avvenimenti hanno messo in evidenza la risposta violenta dell’esercito israeliano per impedire agli abitanti di Bil’in di esercitare il loro diritto alla protesta contro il Muro considerato illegale anche dalla Corte internazionale di giustizia.

Questa settimana, il gruppo di manifestanti che era alla testa del corteo, trasportava una chiave lunga 5 metri che rappresentava il diritto dei rifugiati palestinesi al ritorno. Tre altre persone di Bil’in erano invece vestite da Handala, il ragazzo protagonista delle illustrazioni di Naji al-Ali, celebre disegnatore palestinese assassinato nel 1987.

Questi simboli richiamano al rispetto del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi sulle terre da cui sono stati scacciati nel 1948. La chiave gigante è il simbolo della proprietà che i palestinesi hanno conservato e la promessa di continuare a preservare l’identità palestinese e rispettare i principi nazionali di resistenza.

I manifestanti avevano con sè anche bandiere palestinesi e immagini che richiamavano il 62esimo anniversario della Nakba. I cactus raffigurati sulle immagini simboleggiavano la pazienza nella citazione di una canzone di Marcel Khalifé su Ayoub, il profeta connosciuto proprio per la sua pazienza.

I manifestanti hanno sfilato nel villaggio chiedendo a gran voce l’unità nazionale e il rispetto dei principi nazionali palestinesi. Hanno anche intonato slogan contro il Muro e l’occupazione. Poi hanno denunciato la nuova Nakba in corso come causa della continua sofferenza del popolo. Questa catastrofe è l’ennesima aggressione contro il popolo di Gaza oltre alla demolizione delle case, la colonizzazione, la giudeizzazione di Gerusalemme e la minaccia di assassini e arresti.

Il corteo ha raggiunto il Muro dove le forze israeliane lo attendevano dietro a blocchi di cemento posizionati oltre il Muro e il filo spinato che impediva il passaggio. Quando i manifestanti hanno tentato di raggiungere le terre del villaggio situate dietro la barriera, i soldati hanno sparato delle granate assordanti, dei proiettili ricoperti da gomma e acciaio e dei candelotti lacrimogeni per respingerli verso il villaggio.

Mohamed Ahmed Hamad (18 anni) e Ashraf Abu Rahma (28 anni) sono stati feriti alle gambe e un cameraman della televisione Al Arabiya, Alaa Abu Al-Saud (25 anni), è stato arrestato. Il corrispondente della Palestina TV, Haroon Amayreh, e decine di altre persone hanno sofferto per problemi respiratori dovuti al gas dei lacrimogeni. E inoltre, la grande quantità di candelotti di gas sparati, ha provocato incendi fra gli uliveti.

Questa settimana le autorità di occupazione israeliana hanno liberato Abdul Fattah Burnat (53 anni) e il giornalista Haitham Al-Khatib (34 anni) carcerato per 5 giorni nel centro di detenzione di Ofer a seguito della sua partecipazione alla manifestazione del venerdì precedente.

Anche martedì scorso, dei coloni israeliani hanno incendiato alcune terre di Bil’in situate dietro il Muro. L’esercito israeliano è giunta sui luoghi, ma non è intervenuta e ha lasciato che i coloni commettessero impunemente questo crimine.


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