06/03/2010
dal Comitato Popolare di Bil’in
Durante la manifestazione a Bil’in, i manifestanti vestiti con costumi che rappresentano il Mahatma Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela hanno protestato con la loro creativa protesta nonviolenta contro l’occupazione, l’oppressione e il colonialismo. La lotta di Bil’in contro l’occupazione è simile alle lotte di Gandhi contro il colonialismo in India, Martin Luther King contro il razzismo negli Stati Uniti e di Mandela contro la politica di apartheid in Sud Africa.
L’idea di rappresentare questi attivisti storici, che hanno combattuto contro il razzismo, l’oppressione, l’occupazione e l’apartheid utilizzando metodi nonviolenti è servita per dimostrare il costante impegno del popolo di Bil’in contro l’occupazione e di insediamenti israeliani. Gli attivisti israeliani e internazionali, dei membri del Teatro Liberty a Jenin e gli attivisti del Fronte per la Liberazione della Palestina hanno sfilato per le vie del paese, intonando slogan e inni nazionali. I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e hanno chiesto l’unità nazionale contro l’occupazione israeliana contro la confisca e la moschea ufficiale di Bin Bilal Rabah (Rachel’s Tomb) a Betlemme e Ibrahim (Tomba del patriarca) a Hebron. I manifestanti hanno anche chiesto la resistenza contro la nuova politica israeliana nella città di Hebron.
Un’unità dell’esercito israeliano è stato posizionato dietro i blocchi di cemento quando l’evento ha raggiunto il muro. Il cancello, protetta da filo spinato, che conduce alla terra confiscata, è stato chiuso. I militari immediatamente hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma, provocando il soffocamento di decine di attivisti.
Dopo l’evento, il Comitato popolare ha condannato la recente politica di Israele contro gli attivisti israeliani tale da non permettere loro di unirsi alle manifestazioni contro il Muro in Cisgiordania, in particolare nei villaggi di Bil’in e Ni’lin. Il Comitato ha inoltre condannato la decisione di Israele di abbattere 50 case nel quartiere di Siloe a Gerusalemme.
Le autorità israeliane hanno recentemente rilasciato Mohamad Abu Rahma (24), Mo’tasem Al Khatib (18) e Kamel Al Khatib (16) dal carcere nel Negev. Tutti questi giovani avevano trascorso più di 8 mesi in carcere per aver partecipato a dimostrazioni nonviolente a Bil’in.