Gli abitanti di Bil'in esprimono prudenza rispetto alla decisione della Corte Suprema di spostare il Muro di annessione

16/12/2008

Fonte : ISM

La Corte suprema israeliana ha stabilito ieri che la seconda porzione del tracciato del Muro di annessione proposta dall’esercito israeliano è illegale.

A seguito dell’udienza svoltasi in tribunale, i giudici dell’Alta Corte hanno concluso che il tracciato presentato da Israele non è conforme alla decisione del tribunale del settembre 2007.

Lo Stato di Israele ha ricevuto l’ordine di conformarsi al nuovo tracciato e di pagare le spese giudiziarie di 10000 NIS agli abitanti di Bil’in.

Gli abitanti di Bil’in hanno reagito con estrema prudenza (a causa del non rispetto delle precedenti decisioni) alla decisione del tribunale che, se applicata, renderà al villaggio 100 ettari.

L’abitante di Bil’in, Nasir Samara, ha osservato : «Ci felicitiamo per le decisione della Corte che dichiara illegale il tracciato del Muro, ma non è la prima volta che la Corte dice all’esercito di modificare il tracciato. Ci riserviamo di dare un giudizio fino alla verifica dei fatti».

La Corte ha dichiarato che i due tracciati del Muro di annessione presentati da Israele non erano basati su strutture esistenti, ma sui piani di espansione delle colonie di Modi’in Illit. Per il futuro tracciato del Muro, la Corte ha chiaramente indicato che "la considerazione securitaria che permette di determinare il nuovo tracciato terrà conto degli immobili esistenti [nella colonie] e non dei futuri progetti di costruzione. Le distanze di sicurezza saranno calcolate a partire dagli immobili esistenti e non da quelli previsti e non ancora costruiti".

Se la decisione dei tribunali è rispettata, allora Bil’in recupererà circa la metà delle terre confiscate dal Muro di annessione. In ogni caso, la decisione della giustizia non rispetta ancora il diritto internazionale, in virtù del quale tutte le colonie sono illegali. In particolare è violato l’articolo 49 della Convenzione di Ginevra.

L’avvocato di Bil’in ha dichiarato che il «giudizio è senza precedenti nei suoi dettagli e aiuta a contestare la barriera» (Associated Press).

I residenti del villaggio sono prudenti in merito. Le decisioni della Corte suprema israeliana di fronte all’esercito e a Israele non sono mai state rispettate.

Per esempio, nel 2007, l’esercito israeliano, ha volontariamente ignorato la decisione della Corte suprema che dichiarava che il Muro costruito lungo le strade numero 60, 317 e 325 nel sud di Hebron nel 2005, doveva essere smantellato in 6 mesi, ma non è successo.

Bil’in è divenuto celebre per aver organizzato delle marce di protesta contro il Muro, tutti i venerdì, da tre anni a questa parte. Nel corso di questo periodo, i cortei hanno attirato l’attenzione di artisti di fama mondiale, di celebrità e politici, istituzioni internazionali e gruppi di pressione israeliani.