28/08/2009
dal Comitato Popolare di Bil’in
L’anziano presidente americano Jimmy Carter, la signora Carter e l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu hanno visitato il Muro dell’Apartheid sulle terre del villaggio di Bil’in. I Carter e l’arcivescovo sono giunti a Bil’in con i colleghi della delegazione dei Saggi : il presidente brasiliano Fernando Henrique Cardoso, il primo ministro norvegese Gro Brundtland, il presidente irlandese e alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, Mary Robinson, l’indiano attivista dei diritti umani Ela Bhatt, il celebre uomo d’affari Richard Branson e Jeff Skoll.
Il presidente Carter ha puntato il dito verso la terre situata oltre il Muro, dove è in costruzione la colonia di Modiin Illit : « Non è Israele, ma è la Palestina e la costruzione delle colonie deve cessare affinché sia ristabilita la giustizia nella regione ».
Desmond Tutu ha incoraggiato i militanti palestinesi : « un uomo semplice chiamato Gandhi ha condotto con successo la lotta nonviolenta in India e delle persone altrettanto semplici come Rosa Parks e Nelson Mandela hanno condotto la lotta per i diritti civili negli Stati Uniti e in Africa del Sud. Allo stesso modo, persone semplici, a Bil’in conducono una lotta nonviolenta per la libertà. L’esperienza del Sudafrica prova che l’ingiustizia può essere smantellata ».
I « Saggi » hanno depositato delle pietre simboliche davanti al monumento eretto per commemorare Bassem Abou Rahme, un militante nonviolento che è stato ucciso il 17 aprile 2009, mentre cercava di dialogare con i soldati israeliani.
Il Comitato Popolare di Bil’in e i loro amici fra cui Luisa Morgantini, (vice presidente del Parlamento europeo) e alcuni militanti israeliani hanno accolto la delegazione e hanno invitato i componenti a partecipare alla prossima conferenza annuale sulla resistenza popolare nonviolenta a Bil’in.
La delegazione ha anche incontrato Raja Abu Rahme, la figlia di Adib Abu Rahme, un leader della resistenza nonviolenta a Bil’in. Adib è stato arrestato il 10 luglio nel corso di una manifestazione nonviolenta ed è attualmente detenuto nella prigione militare di Ofer.
Raja ha raccontato dell’arresto del padre e delle continue invasioni notturne dell’esercito a partire dal 23 giugno 2009.