22/02/2010
Alle 9h30 del mattino alcuni residenti del villaggio di Bil’in, dei rappresentanti della politica palestinese e degli attivisti internazionli si sono riuniti a Bil’in per piantare degli alberi di ulivo e dei semi di mandorlo per 20 fattori che possiedono terre vicino al Muro dell’Apartheid di Israele.
Circa 200 alberi sono stati piantati come esempio delle resistenza popolare in corso contro il Muro e le colonie israeliane.
Bil’in ha organizzato delle azioni settimanali e a volte quotidiane contro il Muro durante questi cinque anni, guadagnandosi l’attenzione internazionale per la lotta e divenendo un simbolo della lotta nonviolenta, creativa e popolare in Cisgiordania.
Anche in questa occasione i soldati israeliani hanno sparato.
Un’ora dopo l’inizio della semina, un soldato israeliano è apparso dall’altro lato del Muro e ha sparato un colpo di allerta.
Poi ha detto che piantare alberi vicino al Muro è vietato e che bisogna restare a 10 metri dalla barriera. Una jeep con quattro soldati è arrivata a protezione del Muro.
Due anni fa, la Corte Suprema israeliana aveva giudicato illegale il tracciato del Muro. I lavori per modificarne il percorso su Bil’in sono iniziati l’11 febbraio 2010.
Israele è stato dichiarato per due volte colpevole di oltraggio alla Corte per non aver rispettato la sua decisione.
I residenti del villaggio hanno avuto il permesso di accedere alle loro terre che si trovano oltre il Muro anche prima della decisione della Corte di due anni fa. E oggi, alcuni contadini piantano 80 alberi dall’altra parte del Muro.