Invasione di Bil'in questa mattina

20/07/2009

Comitato Popolare di Bil’in

Alle 5h30 di questa mattina, poco dopo che i militanti palestinesi e internazionali avevano fatto rientro nelle loro case dopo il pattugliamento notturno, è partita l’allerta per quattro jeeps dell’esercito israeliano che giungevano presso il villaggio.

I soldati hanno attaccato la casa di Abd Al Fatah Bornat, a cui avevano già arrestato il figlio Muhammed Abd Al Fatah Bornat (21 anni) il 17 luglio. Suo fratello è ricercato dalle forze di occupazione ma, al momento dell’irruzione, non era in casa. L’esercito ha allora abbandonato l’abitazione senza arrestare nessuno.

Qualche minuto dopo i soldati si sono recati presso la casa di Emad Bornat e lo hanno arrestato. Gli abitanti del villaggio e gli attivisti palestinesi e internazionali hanno cercato di bloccare la strada, ma sono stati respinti violentemente dall’esercito.

Mentre la jeep andava via, gli attivisti hanno formato una catena per impedire alla vettura di lasciare il villaggio. I soldati, in una seconda jeep, hanno allora lanciato delle bombe assordanti e dei candelotti lacrimogeni contro i militanti, obbligandoli a disperdersi al passaggio delle auto. Seguivano le tre altre jeeps sotto una pioggia di pietre lanciate dagli abitanti. Il convoglio ha attraversato il villaggio e giunti a un incrocio, i soldati hanno filmato i militanti. Poi hanno ripreso il loro cammino, lasciando Emad Bornat nel villaggio.

Emad Bornat è in condizioni critiche. E’ attualmente sotto trattamento medico dopo aver avuto un grave incidente con il suo trattore. Le cure sono per lui vitali.

Grazie per il vostro sostegno.

Iyad Burnat, capo del Comitato pooplare di Bil’in, Co-fondatore degli Amici per la Libertà e la Giustizia di Bil’in

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