La barriera a Bil'in: gli sviluppi giuridici

06/07/2008

Fonte: ISM

Il 29 maggio 2008, Michael Sfard, l’avvocato di Bil’in, ha chiesto alla Alta Corte di giustizia di stabilire che Israele ha violato la sua decisione in merito allo spostamento della barriera a Bil’in.

Michael Sfard ha fatto notare che Israele dovrebbe essere condannato per oltraggio all’autorità giudiziaria. In effetti, dalla decisione della Corte (datata settembre 2007) che ordinava di modificare il tracciato della barriera in tempi « ragionevoli », sono passati 7 mesi durante i quali il sistema di sicurezza non ha presentato il nuovo tracciato.

Il 2 giugno 2008, il giudice Dorit Beinish, presidente della Corte Suprema, ha ordinato a Israele di rispondere in un lasso di tempo di 7 giorni. In ragione di un ritardo tecnico dovuto alla Corte, la risposta dello Stato è stata presentata soltanto il 16 giugno.

Nella sua risposta, Israele ha dichiarato alla Alta Corte di Giustizia che, al massimo in tre settimane, il nuovo tracciato - già approvato dal ministro della Difesa - sarà presentato e nuove richieste di credito saranno emesse.

Il 23 giugno 2008, il giudice Beinish ha emesso una nuova ordinanza con la quale obbliga Israele a presentare « un ordine del giorno il 7 luglio 2008, che indichi se il nuovo credito è stato stabilito, il calendario di inizio lavori e la modifica dell’itinerario della barriera ». Inoltre, il giudice Beinish ha ordinato a Israele di rispondere alla questione posta da Michael Sfard concernente Matityahu Est, il quartiere della colonia di Modi’in Illit dove i lavori in corso potrebbere compromettere l’applicazione della decisione della Corte.