Manifestazione a Bil'in diretta da Mohammed Baraka, in ricordo del quinto anniversario dalla morte di Yasser Arafat

13/11/2009

dal Comitato Popolare di Bil’in

Direttamente dopo la preghiera del venerdì, la popolazione di Bil’in si è riunita per una grande manifestazione, in risposta all’appello del Comitato Popolare contro il Muro. Ai manifestanti si sono aggiunti dei militanti internazionali e israeliani, ma anche un gruppo di membri e simpatizzanti del Fronte Democratico per la Pace e l’Uguaglianza (partito Hadash) e una delegazione di membri del Partito del Popolo palestinese. La protesta è stata condotta da Mohammed Baraka, segretario generale del Fronte e membro del Knesset israeliano. Durante la manifestazione, un militante internazionale è stato ferito e decine di altri intossicati dai gas lacrimogeni.

I manifestanti hanno sventolato decine di bandiere palestinesi e di ritratti di Yasser Arafat, alias Abou Ammar, sottolineando la loro fedeltà alla sua anima cinque anni dopo la sua morte. Altri messaggi chiedevano solidarietà con Mohammed Baraka, il cui processo si svolgerà di fronte alla giustizia israeliana, la settimana prossima.

Baraka è accusato di violenze durante una manifestazione settimanale di Bil’in del 2005. M. Baraka ha espresso il suo impegno a partecipare alle manifestazioni popolari contro il Muro, la colonizzazione e l’occupazione, e ha dimostrato la sua determinazione a continuare a parteciparvi quale che sia la decisione del tribunale.

Ha anche aggiunto che se il giudice decidesse di imprigionarlo per le sue attività a difesa delle terre palestinesi e della Palestina, sarà un onore scontare questa pena. I manifestanti indossavano delle t-shirts con su scritto « Da Berlino a Bil’in, i muri devono cadere », per insistere sul fatto che, come il Muro di Berlino è caduto venti anni fa, anche il Muro dell’Apartheid che attraversa Bil’in e tutta la Palestina, cadrà inevitabilmente. I partecipanti hanno anche scandito slogan contro il Muro, mostrando così la loro determinazione a continuare la lotta che è cominciata quasi cinque anni fa e continuerà fino alla caduta della barriera.

Dopo i discorsi dei membri del Comitato Popolare, i membri del Knesset e i militanti israeliani e internazionali hanno marciato verso il cantiere. Quando il corteo ha raggiunto il Muro, un ufficiale israeliano ha dichiarato il settore "zona militare chiusa" e alcuni secondi dopo l’annuncio, i soldati hanno iniziato a sparare delle granate lacrimogene. All’inizio l’esercito lanciava bombe lacrimogene sulla folla, ma quando alcuni manifestanti hanno tentato di collocare delle bandiere e dei drappi sulla barriera, i soldati hanno utilizzato una macchina che lancia circa 30 bombe lacrimogene alla volta. Decine di militanti sono stati intossicati, anche Mohammed Baraka, e un attivista americano, Kyle (32 anni), è stato ferito alla testa mentre tentava di fuggire per ripararsi. Alla fine è stato trasportato in ospedale per alcuni punti di sutura.

Per maggiori informazioni, contattate :
Abdullah Abu Rahma, coordinatore del Comitato Popolare Contro il Muro

Telefono: 054 725 8210 o 059 910 7069

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