Raid a Bil’in questa notte, molti i feriti

16/09/2009

dal Comitato Popolare di Bil’in

Poco dopo l’1h30, le forze israeliane hanno nuovamente invaso Bil’in e assaltato la casa di Abdullah Mahmoud Abu Rahma per arrestarlo, ma lui non era lì.

Alcuni attivisti palestinesi e internazionali sono intervenuti scavalcando il cancello dell’abitazione. Altri sono stati minacciati di arresto se non avessero indietreggiato. I soldati hanno circondato la casa dopo aver forzato due porte per entrare. Hanno poi picchiato Mohammed Khatib, che era accorso in aiuto della famiglia di Abdullah. Khatib è stato portato all’ospedale ed è rientrato nel villaggio alcune ore dopo.


L’esercito è arrivato con cinque jeeps. Di fronte alla sua casa, un militante palestinese, Emad Burnat, che filmava la scena, è stato buttato a terra e un soldato ha distrutto la sua videocamera.

Hamde Abu Rahma e un altro giornalista palestinese sono stati minacciati di arresto se avessero continuato a filmare. Poi è stata presa di mira la casa del fratello di Abdullah, Khaled Abu Rahma, i cui figli sono rimasti traumatizzati per la paura. Le forze di invasione hanno detto che finché non avessero trovato Abdullah, il quartiere sarebbe rimasto nelle loro mani.

Hanno ispezionato ogni angolo dell’abitazione e saccheggiato una stanza al piano superiore. Poi hanno rubato le bandiere palestinesi e i cartelloni usati durante le manifestazioni.


Le forze hanno abbandonato il villaggio verso le 3h del mattino.

Abdullah Abu Rahma chiede alle organizzazioni mondiali per i diritti dell’uomo di aiutare a mettere fine ai raid notturni a Bil’in e di sostenere le manifestazioni contro l’occupazione.

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