Spari durante la manifestazione settimanale

17/01/2010

Oggi, nel villaggio di Bil’in, l’esercito israeliano ha sparato proiettili veri, candelotti lacrimogeni, proiettili di gomma-acciaio e granate assordanti contro i manifestanti. I pallini di gomma e acciaio e le bombe lacrimogene hanno ferito sei manifestanti. Molti invece si sono intossicati con il gas dei candelotti lacrimogeni; fra questi il leader di Fatah, il Dr Nabil. Gli altri feriti sono il cameraman palestinese Fadi Aljause, il giornalista Haron Amira, Bassem Ahmad Yassin (ferito alla gamba), Ibrahim Burnat (ferito da un proiettile di gomma e acciaio), Nayef Ghazi (colpito in piena testa da una bomba di gas lacrimogeno) e un abitante di Gerico che è stato portato all’ospedale di Ramallah (non abbiamo però ricevuto informazioni sulle sua condizioni attuali).

I manifestanti, palestinesi, internazionali e israeliani, hanno marciato issando un drappo palestinese lungo oltre 20 metri. L’esercito ha immediatamente risposto sparando candelotti lacrimogeni contro la folla. I soldati sono penetrati nel villaggio per tentare di arrestare due attivisti palestinesi. Gli attivisti internazionali e israeliani sono intervenuti interponendosi nel tentativo di impedire gli arresti. Per disperdere la folla, i soldati hanno sparati proiettili veri. I manifestanti, piuttosto che scappare, hanno gridato "Vergogna a voi" in ebraico. Intanto molti soldati, sopraggiunti da un’altro varco della barriera, hanno tentato di circondare i manifestanti, ma senza successo.

Queste due ultime settimane sono state caratterizzate dall’incremento degli arresti e delle minacce contro gli organizzatori della resistenza popolare palestinese e contro i militanti in Cisgiordania. La notte scorsa, l’esercito ha invaso il villaggio di Al Masara e ha fatto un sopralluogo presso i domicili degli organizzatori del Comitato Popolare, Mahmoud Zawhre e Mohammed Brijya. La notte precedente, la casa di un membro del Comitato Popolare di Ni’lin, Ameera Mohammad, è stata perquisita. Un giorno prima, sempre a Ni’lin, tre membri del Comitato erano stati arrestati. Quella notte, un abitante di Bil’in, che aveva preso parte alle manifestazione del venerdì, è stato arrestato. Le autorità israeliane hanno intensificato i loro sforzi per sopprimere l’attivismo nonviolento e le organizzazione delle campagne contro il Muro dell’Apartheid e l’espansione coloniale. Malgrado questi sforzi, sempre più persone prendono parte alle manifestazioni del venerdì e nuove manifestazioni sono cominciate in tutta la Giordania.

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