Tre attivisti arrestati e tre abitanti di Bil'in feriti durante la manifestazione setimanale

18/06/2010

dal Comitato popolare di Bil’in

Oggi, tre abitanti di Bil’in sono stati feriti, tre attivisti arrestati e si sono verificati decine di casi di asfissia per inalazione di gas lacrimogeno. L’esercito di occupazione israeliana ha una volta di più tentato di mettere fine alla manifestazione settimanale contro il Muro e le colonie a cui hanno partecipato dei militanti pacifisti israeliani e internazionali.

Il villaggio di Bil’in, con i militanti pacifisti, ha partecipato alla marcia organizzata dal Comitato popolare contro il Muro e le colonie. I manifestanti hanno sventolato drappi palestinesi e bandiere per condannare la politica di occupazione e le colonie, così come gli attacchi contro le case palestinesi a Gerusalemme. I manifestanti hanno chiesto di mettere fine alla campagna di arresti in Cisgiordania e hanno chiesto la liberazione di tutti i prigionieri e la fine del blocco di Gaza.

La manifestazione si è diretta verso il Muro dove dei soldati dell’esercito di occupazione israeliana li attendevano dietro alcuni blocchi di cemento disposti al di là della barriera di accesso alle terre confiscate dal Muro dell’Apartheid. Quando i manifestanti hanno tentato di attraversare la barriera per recarsi sulle terre del villaggio, l’esercito ha sparato bombe assordanti, proiettili di gomma e acciaio e candelotti di gas lacrimogeno. Poi, i soldati hanno sospinto i manifestanti verso la periferia del villaggio.

Tre persone sono state colpite da bombe di gas lacrimogeno : Mohammed Maher Yassin (14 anni) al viso, suo fratello Maher Yassin (21 anni) alla gamba e Yassin Mohammad Yassin (21 anni). L’esercito ha arrestato Tal Shapira (25 anni), Jal Lukasi (22 anni) e un’attivists britannica. Decine di persone si sono asfissiate con il gas lacrimogeno e parecchi principi di incendio sono stati provocati dai candelotti di gas sparati negli uliveti di Bil’in. Una parte del villaggio è stata sommersa da una grande quantità di gas.

Il Comitato popolare di Bil’in ha deplorato la formazione di una commissione d’inchiesta israeliana che indaghi sull’attacco alla Flottiglia della libertà diretta a Gaza, rispetto alla creazione di una commissione d’inchiesta internazionale. Il Comitato popolare ha lanciato un appello alle popolazioni della comunità internazionale affinchè facciano pressione sui loro governi per una commissione d’inchiesta internazionale imparziale.

Dall’altra parte, l’amministrazione della prigione centrale di Ofer continua a privare Abdullah Abu Rahma, coordinatore del Comitato popolare, delle visite della sua famiglia. Questa volta la ragione invocata è il suo colloquio con Al-Jaazira avvenuto durante l’udienza del 5 maggio scorso. Abdullah Abu Rahma, detenuto nella prigione centrale di Ofer dal 10 dicembre 2009, attende da 6 mesi di vedere i suoi familiari che non hanno ottenuto il diritto di visita.

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