Tre persone arrestate, un ferito, e decine di manifestanti gasati durante la manifestazione settimanale

26/09/2009

Aggiornata al 26/09/2009: Tutte le persone arrestate ieri sono state liberate in serata. Gli israeliani e gli internazionali sono stati obbligati a firmare un documento di impegno a non avvicinarsi a Bil’in e Ni’lin per 15 giorni. Haitam al Khatib, che era già stato accusato di essere penetrato in una « zona militare chiusa », è stato costretto a firmare un documento con il quale si impegna a non avvicinarsi al Muro e ha inoltre ricevuto l’ordine di presentarsi per una udienza giudiziaria tra sei mesi.

dal Comitato Popolare di Bil’in

Tre militanti sono stati arrestati durante la manifestazione settimanale del 25 settembre. Due sono attivisti israeliani, Asaf (25 anni) e Ben Ronein (26 anni), l’altro è il fotografo Haetham Al Khateeb (33 anni). Poi Husam Al Khatib è stato ferito e decine di presone sono state intossicate a causa dei numerosi candelotti lacrimogeni lanciati dagli israeliani.

Come ogni venerdì, la manifestazione ha avuto inizio dopo la preghiera. Alcune organizzazioni pacifiste israeliane e internazionali hanno risposto presente all’appello alla mobilitazione del Comitato Popolare. I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e condannato la politica di occupazione, la costruzione del Muro, la colonizzazione, i checkpoints, i raid notturni e gli arresti dei militanti nonviolenti. Numerose bandiere rendevano omaggio al nono anniversario dalla seconda Intifada.

Il corteo ha marciato per le strade del villaggio scandendo slogan ostili alla politica dell’occupazione. Quando i manifestanti si sono ritrovati di fronte alla barriera chiusa del cantiere del Muro, i soldati, posizionati dietro blocchi di cemento, hanno immediatamente sparato candelotti lacrimogeni che hanno intossicato decine di militanti.

Erano presenti anche i celebri avvocati israeliani per i diritti dell’uomo Tamar Pelleg-Sryck (83 anni, avvocato del villaggio dall’inizio della lotta), e Gaby Lasky. L’avvocato Gaby Lasky ha preso la parola prima della manifestazione : « Io mi oppongo fermamente alla costruzione del Muro dell’Apartheid. Gli abitanti del villaggio di Bil’in hanno il diritto di difendere le loro terre e non dovrebbero essere arrestati per l’esercizio di questo diritto. Spero che le organizzazioni dei diritti dell’uomo israeliane vogliano esprimere il loro sostegno a questa causa ».

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