Un ragazzino di 10 anni ucciso a Nil’in

30/07/2008

Fonte : ISM

Ahmed Ussam Yusef Mousa, un ragazzino di 10 anni, è stato ucciso verso le ore 18, questa sera, nei pressi del villaggio palestinese di Nil’in con un proiettile sparato in testa da distanza ravvicinata.

Secondo alcuni testimoni, un gruppo di giovani ha tentato di tirare via il filo spinato installato sulle terre del villaggio. I soldati hanno sparato senza preavviso e Ahmed è stato ucciso.

Il quotidiano israeliano Maariv aveva annunciato in marzo che le autorità israeliane avevano impartito nuovi ordini alla polizia di frontiera che opera lungo il Muro dell’apartheid che circonda Gerusalemme. I soldati sono ora autorizzati a fare fuoco direttamente contro i palestinesi che cercano di manifestare vicino alla barriera. Ma è vietato sparare se israeliani o stranieri si trovano tra i manifestanti.

Secondo i volontari dell’ISM che si trovano a Nil’in, si sono verificati scontri tra abitanti del villaggio e forze dell’esercito. Sono stati sentiti degli spari e cinque persone sarebbero rimaste ferite.

Alcune manifestazioni contro il Muro dell’apartheid hanno avuto luogo quasi ogni giorno a Nilin durante queste ultime settimane. Ricordiamo che il Muro è stato dichiarato illegale dalla Corte di Giustizia internazionale dell’Aja nel 2004. La barriera priverà il villaggio di quasi 2500 dounams di terre agricole e danneggerà l’esistenza dell’intera comunità.

L’esercito israeliano e la polizia di frontiera sono sempre più indisciplinati e violenti durante le manifestazioni.

Si è appreso in mattinata che il comandante del battaglione israeliano, il Lt. Col. Omri, è stato consegnato per 10 giorni a causa del comportamento tenuto a Nil’in.

Era Omri che teneva fermo per le braccia il detenuto palestinese di 27 anni, Ashraf Abu Rahma, mentre uno degli uomini sparava un contro di lui. Abu Rahma aveva gli occhi bendati e le mani legate dietro la spalla quando ha ricevuto un proiettile nel piede.

Almeno 11 palestinesi sono stati uccisi durante le manifestazioni contro il Muro.

Si tratta di :

  • Mohammad Fadel Hashem Rayan, 25 anni, ucciso il 26 febbraio 2004 a Biddu
  • Zakaria MaHmud Salem, 28 anni, ucciso il 26 febbraio 2004 a Biddu
  • Abdal Rahman Abu Eid, 62 anni, ucciso il 26 febbraio 2004 a Biddu
  • Mohammad Daud Badwan, 21 anni, ucciso il 26 febbraio 2004 a Biddu
  • Diaa Abdel Karim Abu Eid, 24 anni, ucciso il 18 aprile 2004 a Biddu
  • Hussain mahmud Awwad Aliyan, 17 anni, ucciso il 16 aprile 2004 a Beitunia
  • Islam Hashem Rizik Zhahran, 14 anni, ha ricevuto un proiettile di gomma-acciaio il 18 aprile 2004 a Deir Anu Mashal ed è deceduto il 28 aprile 2004 
  • Alaa Mohammad Abdel Rahman Khalil, 14 anni, ucciso il 15 febbraio 2005 a Beitunia
  • Jamal Jaber Ibrahim Assi, 15 anni, ucciso il 4 maggio 2005 a Beit Liqiya
  • Odai Mofeed Mahmud Assi, 14 anni, ucciso il 4 maggio 2005 a Beit Liqiya
  • Mahayub Nimer Assi, 15 anni, ucciso il 9 luglio 2005 a Beit Liqiya

Per maggiori informazioni, contattate l’ufficio dell’ISM a Ramallah : (970)-2-2971824.

Potete anche contattare i volontari dell’ISM a Nil’in :
Camilla (972) (0)54 2385681
Helena (972) (0)549725207

Video

Reportage di Al Jazeera

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Manifestazione del 29 luglio a Ni’lin

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La repressione a Ni'lin e le conseguenze della diffusione del video che mostra un soldato israeliano che spara contro un detenuto palestinese ammanettato e bendato

Secondo IMEMC, l’esercito ha rapito Muhammad Abed Al-Kader, del Comitato Popolare locale contro il Muro e la costruzione delle colonie.

Si è appreso oggi (Ghassan Bannoura, per IMEMC) che il tribunale militare d’Ofer ha condannato a 100 giorni di detenzione.

Jamal Canaan Amirra, 50 anni, il padre della giovane che aveva filmato, grazie al suo telefono portatile, il soldato israeliano che sparava contro Ashraf Abu Rahma.

Questa sequenza, che è stata diffusa domenica 20 luglio dal gruppo B’Tselem e che ha fattoil giro del mondo, ha obbligato l’esercito israeliano ad aprire un’inchiesta.

Jamal Canaan è stato arrestato, così come il militante canadese Victor MacDiarmid, il 23 luglio a Ni’lin, durante una manifestazione nonviolenta di donne contro il Muro, mentre, entrambi osservavano il corteo delle manifestanti che si dirigeva verso il cantiere di costruzione, pronti a intervenire in caso di violenza contro le donne.

Dopo molti giorni di detenzione, Victor MacDiarmid è stato espulso verso il Canada il 27 luglio.

Per ciò che concerne il soldato che ha sparato su Ashraf Abu Rahma e l’ufficiale che ha dato l’ordine, la situazione è la seguente: il luogotenente-colonello Omri -che ha dato l’ordine e mentito al test del rivelatore di bugie- è stato consegnato per 10 giorni. Il sergente che ha sparato è stato rilasciato poco dopo.

L’esercito israeliano ha ricevuto un’altra denuncia per il Lt-Colonello Omri, depositata da un palestinese -attraverso B’tselem- che afferma di essere stato aggredito.