Bil'in, prima manifestazione a sostegno degli attivisti imprigionati dalle forze armate israeliane

21/07/2009

Fonte : ISM

Martedì 21 luglio, base militare di Ofer, Cisgiordania occupata : dopo la campagna di raid da parte dell’esercito di occupazione mirante ad arrestare i leader del Comitato popolare di Bil’in contro il Muro, un giudice militare ha deliberato sull’attivista Adeeb Abu Rahme che una procedura sia avviata contro di lui. La pena potrebbe andare da qualche mese alla detenzione in una prigione militare. Adeeb Abu Rahme è stato arrestato durante la manifestazione del 10 luglio scorso. E’ accusato di incitamento alla violenza e alla ribellione. Adeeb è solo per poter provvedere ai bisogni della sua famiglia (madre, moglie e nove figli).

Gli abitanti di Bil’in manifestano ogni venerdì da quasi cinque anni. Una decisione della Corte suprema israeliana del 4 settembre 2007 ha stabilito che il tracciato attuale del Muro è illegale e deve essere smantellato, ma tale decisione non è stata applicata.

Dal 29 giugno 2009, le forze israeliane conducono dei raid notturni nel villaggio e imprigionano gli attivisti. Dall’inizio della campagna di raid da parte dell’esercito israeliano contro il villaggio, 17 persone sono state arrestate. Di queste, 13 che sono ancora detenute, sono molto giovani :

Kamel Alkhatib (16 anni), Khalil Yassen (16 anni), Mohammed Abu Rahmah (23 anni), Motasem Alkhatib (17 anni), Hamwda Yassen (17 anni), Mohsen Alkhatib (17 anni), Suliman Alwalydi (17 anni), Abu Rahmah Oda (20 ani), Mahmud Yassen, Majdi Abu Rahmah, Adeeb Abu Rahmah, Ronnie Barkan (attivista israeliano), Charlie (attivista americano), Bâle Bornat (20 anni), Mohammad Bornat (19 anni), Emad Bornat e Alkhatib Tamer.

Abdullah Abu Rahme, coordinatore del Comitato popolare, ha dichiarato: “Adeeb è stato ferito decine di volte nel corso di questi ultimi cinque anni e tutte le sequenze video e migliaia di testimoni possono attestare che lui non ha mai risposto con la violenza. I recenti arresti di militanti contro il Muro, come tutti i precedenti tentativi di criminalizzare e intimidire la resistenza palestinese nonviolenta, sono votati al fallimento. Il fatto che il Muro dell’Apartheid e le colonie costruite sulle terre palestinesi siano illegali in virtù del diritto internazionale, nel caso del nostro villaggio, lo ha ribadito anche il tribunale israeliano. E invece, al posto di stoppare la costruzione del Muro dell’apartheid e delle colonie, gli israeliani attaccano gli attivisti nonviolenti e la nostra libertà”.

Un giudice militare ha stabilito che Adeeb Abu Rahme poteva essere liberato a condizione di restare a 100 metri di distanza dal Muro. Ma l’accusa è andata in appello. Domenica 19 luglio, alle 5 del mattino, alcuni soldati israeliani hanno circondato la casa del giornalista e cineasta Imad Burnat, 37 anni, (in casa c’erano sua moglie e quattro dei suoi figli), lo hanno prelevato e trascinato in un veicolo militare. Imad è stato interrogato dai servizi segreti israeliani a proposito delle sue registrazioni video sulle manifestazioni nelle quali Adeeb appare frequentemente. Parti dei film sono state mostrate al giudice militare. La decisione del giudice precedente, che chiedeva la liberazione di Adeeb, è stata annullata.

In risposta, il Comitato popolare di Bil’in ha deciso di organizzare una manifestazione questo mercoledì, 22 luglio 2009.