19 febbraio 2010 - Grande manifestazione a Bil'in per celebrare cinque anni di resistenza : la lotta si fermerà quando il Muro cadrà !

14/02/2010

19 febbraio 2010

Manifestazione straordinaria a Bil’in :

Dopo cinque anni, la lotta si fermerà solo quando il Muro cadrà !

No alla colonizzazione ! No alla segregazione !

No all’occupazione !

Sì alla lotta comune e popolare ! Sì a una pace giusta !

Cinque anni di manifestazioni popolari represse con la forza, circa due anni e mezzo dalla sentenza della Corte di Giustizia che ordinava di modificare il tracciato del Muro, decine di invasioni notturne, centinaia di arresti, decine di processi, dirigenti imprigionati o interdetti di prendere parte alle manifestazioni… ma nonostante ciò, la lotta continua !

Venerdi 19 febbraio 2010, venite alla manifestazione settimanale di Bil’in per trasmettere anche voi un messaggio chiaro all’esercito israeliano : non riuscirete a distruggere la resistenza popolare ! Il Muro cadrà !

Iscrivetevi per i trasporti
Da Gerusalemme - Sahar: 054-5683419
Da Haïfa - Sebastian: 050-6846056
Da Tel-Aviv - Ayala: 052-4707885 o Danny: 050-8370450

Per coloro che vengono a Bil’in per la prima volta chiamare Dan (050-7851465) per info.

Background

Il 20 febbraio 2005, i bulldozers cominciano a estirpare i primi alberi di ulivo per lasciare spazio al tracciato del futuro Muro di separazione sulle terre del villaggio di Bil’in. Lo stesso giorno, il villaggio organizza la sua prima manifestazione. Da allora, Bil’in diventa villaggio simbolo internazionale della resistenza popolare di fronte all’ingiustizia.

La barriera di separazione attuale annette circa 195 ettari cioè circa il 50% delle terre del villaggio e tutto per ingrandire la colonia israeliana di Modiin Illit. Due anni e mezzo fa, la Corte di Giustizia di Gerusalemme, dopo una lunga battaglia giuridica ha stabilito che il tracciato attuale della barriera a Bil’in era illegale, perchè destinato a proteggere le case dei coloni non ancora costruite. Il tribunale ha ordinato all’esercito di modificare il tracciato e ha ugualmente stabilito -retroattivamente- l’illegalità di una zona di un quartiere residenziale di coloni costruito sulle terre del villaggio, senza permessi e in violazione della legge. Malgrado lo stop da parte della Alta Corte di Giustizia del settembre 2007 è solo ora che l’esercito inizia i lavori di modifica del tracciato della barriera che restituirà cento ettari di terra al villaggio.

Le manifestazioni nel villaggio hanno luogo dal febbraio 2005, una volta alla settimana, sotto la direzione del Comitato Popolare di Bil’in a cui si aggiungono i rappresentanti dei diversi partiti e delle organizzazioni. Le manifestazioni, che si appellano alla nonviolenza, alla cooperazione israelo-palestinese e internazionale, così come alla creatività, sono duramente represse dall’esercito israeliano e dalla polizia di frontiera. Nella maggior parte dei casi, i gas lacrimogeni e delle granate sono utilizzati contro i manifestanti, ma anche armi più pericolose come proiettili di gomma-acciaio. Nel corso degli ultimi mesi, l’esercito ha tentato di soffocare la resistenza per far sì che cessino le manifestazioni. In totale : quasi ogni settimana, i soldati invadono il villaggio durante la notte e fanno irruzione nelle case, prelevano gli abitanti buttandoli giù dal letto e utilizzano i gas lacrimogeni. Decine di abitanti di Bil’in, fra cui mlti dirigenti della lotta nonviolenta, sono stati arrestati e incolpati.

Grazia alla sua lunga lotta contro la repressione, Bil’in ha beneficiato di un riconoscimento internazionale. Dirigenti, membri del Parlamento, sopravvissuti dell’Olocausto, artisti, premi Nobel e militanti del mondo intero, si uniscono alle manifestazioni. Hanno dichiarato il loro sostegno alla lotta e hanno chiesto che la repressione cessi, che gli abitanti del villaggio siano liberi e che le barriere siano smantellate.

L’annuncio da parte dell’esercito dell’avvio dei lavori per il nuovo tracciato, è certamente una vittoria, ma non la vittoria totale. La barriera sarà smantellata solo dopo che il nuovo itinerario sarà terminato e ci vorrà molto tempo. In attesa, la repressione contro gli abitanti di Bil’in in generale e i capi della lotta popolare in particolare, continua. Noi dobbiamo marciare con gli abitanti di Bil’in e protestare contro l’ingiustizia che subiscono.