15/06/2008
La Terza Conferenza di Bil’in sulla Resistenza Popolare Non-violenta, che si è tenuta nel villaggio di Bil’in vicino a Ramallah, ha visto la partecipazione di funzionari e cittadini, inclusi il Primo Ministro Salam Fayyad, il rappresentante del Presidente Abbas, membri del Comitato Esecutivo dell’OLP, membri del Consiglio Nazionale Palestinese e rappresentanti di vari partiti politici e gruppi della società civile.
Vi è stata anche partecipazione internazionale, con delegazioni di pacifisti da Francia, Italia, Spagna, Germania, Inghilterra, Canada, Irlanda, Grecia, Svizzera, Stati Uniti e Olanda, oltre ad attivisti Israeliani.
Questa conferenza coincide con il sessantesimo anniversario nella Nakba, e quarantun anni dall’Occupazione dei Territori Palestinesi (la Naksa). La conferenza si è svolta in un momento in cui le violazioni contro la nostra gente da parte di Israele stanno aumentando. Israele continua la costruzione del Muro dell’Apartheid nonostante l’opposizione internazionale, e prosegue la sua opera di colonizzazione e confisca delle terre palestinesi – specialmente nella Gerusalemme Occupata, per giudeizzarla e tagliarla fuori dall’hinterland palestinese - in violazione eclatante del diritto internazionale. Israele fa questo per generare fatti compiuti e impedire ogni risoluzione politica del conflitto.
Nel frattempo, Israele continua la politica di ghettizzazione dei Territori Palestinesi attraverso l’uso dei blocchi stradali – che ora ammontano a più di 590 – e centinaia di recinzioni, demolizioni di case e ordini di confisca militare delle terre, in aggiunta all’embargo ingiusto imposto ai Territori, specialmente alla Striscia di Gaza, e il massacro che accompagna queste pratiche inumane. Tutto questo sta succedendo nonostante gli annunci di una risoluzione politica imminente.
Guardando in faccia la dolorosa realtà, i Palestinesi non hanno altra opzione che continuare ad esprimere il loro rifiuto di tutte le pratiche di occupazione attraverso la resistenza attiva nonviolenta ad essa.
Nell’atto di apertura della conferenza, abbiamo iniziato con un comunicato di benvenuto da parte del Comitato Organizzativo della Conferenza che ha sottolineato come, nonostante finanziamenti internazionali al popolo palestinese siano importanti, questi vengano controbilanciati da un aumento degli investimenti in Israele dai 500 milioni di US$ nel 2002 ai 37 miliardi di US$ del 2007, nonostante Israele rifiuti di rispettare il parere consultivo della Corte di Giustizia Internazionale del luglio 2004.
Il Primo Ministro Salam Fayyad, rappresentando il Presidente Abbas, ha rimarcato l’importanza di sostenere la lotta popolare in Palestina e promuoverla per contrastare le continue misure israeliane contro il popolo palestinese. Fayyd ha chiesto a Israele di aderire a una risoluzione politica giusta, basata sulla leggitimità e il diritto internazionale, tramite un accordo di pace che garantisca la sicurezza e la stabilità dei due popoli in due stati vicini definiti dai confini del 1967. Il Primo Ministro ha dichiarato inoltre che la colonizzazione e la politica dei fatti compiuti non porterà sicurezza a Israele, e ha lodato la resistenza dei comitati popolari in tutti i Territori Palestinesi.
Il Dr. Rafiq al-Husseini, Capo di Stato Maggiore del Presidente Abbas, ha rimarcato l’importanza della lotta popolare e della creazione di nuovi modi per resistere all’occupazione, e che la strada per la liberazione di Gerusalemme, la distruzione del muro, la rimozione degli insediamenti, la liberazione dei prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane e l’ottenimento dei diritti del popolo palestinese, devono passare da Bil’in.
Luisa Morgantini, Delegata del Parlamento Europeo, ha detto che il Parlamento deve lavorare per porre fine all’occupazione e all’embargo, e ridare vita agli accordi firmati tra le due parti. Ha enfatizzato l’importanza di aderire alle risoluzioni internazionali, specialmente quelle relative a Gerusalemme come capitale condivisa di entrambi i popoli. Ha anche fatto riferimento alla tragica situazione di Gaza e chiesto la fine dell’assedio.
Mairead Maguire, Premio Nobel e attivista irlandese, ha accusato Israele di negare al popolo palestinese i diritti basilari, e dichiarato che le politiche israeliane portano alla perpetuazione di uno stato basato sul razzismo e sulla creazione di fatti compiuti.
In una lettera, l’ex Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter si è rivolto ai partecipanti dichiarando: “voi dimostrate che il sogno palestinese non puó essere minato in silenzio”. Carter ha posto l’accento sul fatto che la continuazione della politica israeliana della confisca delle terre è uno degli ostacoli maggiori sulla via della pace.
Nasser Al Qudwa, presidente del Yasser Arafat Institute, ha enfatizzato che non vi può essere pace sotto il governo di Occupazione che sta costruendo gli insediamenti.
La conferenza ha ricevuto un messaggio video di appoggio da parte dell’ex Direttore Generale dell’UNESCO Federico Mayor Zaragoza. Contributi sono giunti anche da attivisti di movimenti di solidarietà israeliani e internazionali. Tutti i partiti nazionali palestinesi che hanno partecipato, hanno parlato dell’importanza della resistenza popolare e della sua efficacia strategica, come fu nella prima Intifada.
I discorsi hanno citato la recente esperienza di Bil’in come modello di resistenza non-violenta in varie modalità, dall’inclusione popolare alla pratica legale, e dichiarato che la conferenza non si riferiva solo a Bil’in ma ad altri luoghi della Palestina.
A livello palestinese:
A livello israeliano:
A livello internazionale:
Bil’in, 6 giugno 2008
Traduzione: BoccheScucite n° 59