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25/05/2010 — Questa mattina, come di rito, le forze di occupazione israeliane sono penetrate nel villaggio di Bil’in. Erano solo tre soldati, ma altri li coprivano a distanza. Quando alcuni abitanti del villaggio sono andati incontro ai soldati, questi ultimi hanno battuto in ritirata.
Questo pomeriggio dei soldati hanno incendiato gli ulivi che si trovano in prossimità del Muro dell’apartheid. Gli abitanti del villaggio si sono precipitati per spegnere il fuoco, ma non hanno potuto salvare l’albero perchè bruciava dall’interno del tronco già da parecchie ore. Quest’atto ha profondamente irritato gli abitanti del villaggio perchè il sostentamento di molti di loro dipende dalla vendita dell’olio di oliva (e un albero “produce” tra i 700 e gli 800 shekels all’anno). Quando l’incendio è stato spento, alcuni soldati sono venuti per arrestare tre giornalisti di Bil’in che documentavano gli avvenimenti. I soldati hanno sparato proiettili, candelotti di gas lacrimogeno e bombe assordanti. Inquietati dal probabile uso del fosforo bianco nell’incendio di oggi, i contadini di Bil’in lamentavano anche la possibilità che il fuoco si propagasse anche verso gli altri alberi.
Ecco raccontato ciò che succede a Bil’in ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ogni anno, all’infinito…
Dopo una tregua di 11 giorni, questa notte, le forze di occupazione israeliane hanno fatto un’irruzione in due case con l’intenzione di arrestare Khassan Abu Rahma e Yasser Maher. Il precedente raid del 11/05/2010 fu un tentativo mal riuscito di arresto di Ashraf Abu Rahma.