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Libro d'oro

 

 
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Messaggio da 31 a 40 - Pagina n°4
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Christine Lander (chalette france) , il 21/04/10
 
Today on Wednesday, April 21st begin the conference. I am not regrettably with you because of this cloud of ashes, my thoughts belong to Bil' in. I wish you all of good works, I send you the testimony of my support and my solidarity to all the inhabitants of Bil' in, to all people in conference, to all the prisoners, Abdallah, Adeeb and the others who lead one nonviolent resistance, which I always quote in example when I speak around me of Bil' in so dear to my heart. In very soon, I hope
Christine Lander
 
 
Christine Lander (Chalette sur Loing France) , il 18/04/10
 
Cher(e)s ami(e)s de Bil'in, je suis triste ce soir car je n'ai pas pu prendre mon avion pour venir vous rejoindre et participer à la conférence internationale pour la paix. Depuis que j'ai mis mes pieds dans votre village il y a maintenant 3 ans, vous êtes dans mon coeur, beaucoup d'entre vous le savent. Je pense souvent à vous et particulièrement aux enfants qui voient parfois et même trop souvent partir leur père, mère ou grand frère embarqué par les militaires. Et pourtant je vous vois rire, jouer et même blaguer. J'ai pleuré quans j'ai su que Mohamed, Abdallah, Adeeb, Owdah et bien d'autres ont été pris. J'ai pleuré à la mort de Bassem. Je pense souvent à la maman de Bassem que j'aime beaucoup. J'espère que ce nuage va se dissiper et que je pourrai vous retrouver. Je vous envoie tout mon soutien et ma solidarité, toutes mes amitiés à toutes et à tous. Christine
 
 
Tihomir (Croatia) , il 18/04/10
 
I just want to salute you all and say how I respect the way the people of Bil'in have chosen to fight the occupation and achieve their rights.
 
 
Rosie Hopkins (Scotland) , il 19/03/10
 
I read today that Bil'in is closed to internationals and Israeli peace activists coming for the Friday non-violent demonstration. I have been there with Women in Black, and send you, the people of Bil'in, my full-hearted support in your struggle. May your courage, determination and commitment to non-violence succeed - one day. And, in the meantime, you are an example to the world, that giving in to the occupation is not an option. Go well in all you are doing and being, with love and peace, Rosie
 
 
Bernadette Gaubert (Les Sables d'Olonne France) , il 08/02/10
 
Nous avosn été heureux d'apprendre la libération de Mohamed Khatib le 3 février mais la nuit précédente 2 autres personnes du village et une journaliste ont été arrêtées à leut tour. Nous pensons à tous les habitants de Bil'in et en particulier aux enfants qui depuis de nombreux mois vivent dans cette violence répétée. Nousadmirons votre courage et votre persévérance et somme de tout coeur avec vous.
Souhaitez aussi de notre part un bon rétablissement à Emad Burnat, après sa nouvelle opération.
Amitiés à tous
Bernadette membre du MAN Vendée
 
 
Marjolaine Goudreau (Québec, Canada) , il 06/02/10
 
Nous supportons la cause Palestinienne par différentes actions à notre niveau au Québec. Par des conférences et en participant activement à différentes manif et délégations et nous demandons la fin du blocus à Gaza, la fin de l'occupation, la fin de l'apartheid qu l'État Israélien applique,contre l'utilisation d'arme non conventionnelles tels que les bombes à fragmentations, bombes à l'uranium appauvrie,bombes au phosphore..
Vive la PALESTINE LIBRE...........Marjolaine Goudreau



Vi
 
 
cheyma (tunisie-canada) , il 01/02/10
 
Travaillons ensemble, musulmans, chrétiens, juifs, peu importe pour ce pauvre peuple qui passe à l'oubli. Merci pour cet excellent site très riche d'informations et de photos touchantes, c'est un travail très important, bonne continuation.

Palestine will be free!
 
 
Nicole BOuexel (Malakoff - France) , il 28/01/10
 
Chers amis de Bil'in. Au nom du Mouvement de la paix en France, je vous envoie le témoignage de notre solidarité à tous les prisonniers, Abdullah Mohammed et les autres qui mènent un résistance non-violente exempliare dans toute la Cisjordanie. Avec 15 grandes organisations françaises, nous avons envoyé un courrier demandant un rendez-vous à notre Ministre des affaires étrangères, Bernard Kouchner. Nous allons être reçu le 17 février. Nous faisons circuler l'information sur la répression dans tous les comités du Mouvement de la paix. Amitiés à vous
 
 
Dr. Gary Michael Tartakov (United States) , il 29/12/09
 
I was sent to your site by FFIIP. I am one of those who keep watching and when I can working for peace and the end of the occupation and your return to lives of the freedom and dignity you deserve as human beings. .
 
 
gianna pasini (brescia Italy) , il 14/12/09
 
LETTERA DALLA PALESTINA
   "Siamo tutti Palestinesi", "Siamo tutti israeliani" (o ebrei ?)... Facili da pronunciare slogan.
Io non sono ne l'uno, nato l'altro, ma i miei occhi Hanno visto ed i miei piedi Hanno solcato Quella paradossalmente Chiamata Terra "santa".
Non sarò equidistante, o politically correct come insegnano le ipocrite maniere, no. Lo dico uno Chiare Lettere: SI TRATTA dell'ennesima dell'Uomo prevaricazione sull'uomo, di una Popolazione perseguitata Che a sua volta si vendica su Un'altra Popolazione con l'alibi della terra assegnata per "diritto divino".
"Terra violenta e violentata", ha scritto qualcuno. Già, ma chi è il violento e chi il violentato? Una par condicio fittizia m'indigna. Vieni possono Essere pari le condizioni di chi impugna un fucile e di chi gli sta di fronte?
HO VISTO LE interminabili fila di Palestinesi ai check-point, el'unica volta Che anch'io ho dovuto Percorrere a piedi Quegli interminabili Recinti, "Va ', Lady Go!" Mi urla un militare armato di tutto punto dall'alto della Barriera. Mentre Questo, di fianco a me, un palestinese si Stava spogliando di cintura, portafogli e quant'altro potesse allarmare il metal detector.
Pari condizioni?

Ho LASCIATO le impronte dei miei piedi lungo il perimetro di un muro alto otto metri Che divide chi vive prigioniero sulla propria terra da chi afferma di doversi Difendere.
Ho visto sfrontati Ragazzini in divisa intimare l'alt nel varcare confini QUESTI Perché "Io faccio quello che voglio", e decido io chi può passare e chi no. E perché? Anche questo per potere Assegnato "dall'alto"?
Come il costringere i lavoratori Che entrano in territorio israeliano in file pietose ai chek-point sin dalle quattro di mattina per Poter giungere in tempo sul luogo di lavoro? E magari Quest'ultimo è proprio il cantiere della costruzione del muro (questo si "del pianto"), oppure delle belle cassette e simmetriche di nuovi Insediamenti coloniali?

I miei piedi Hanno percorso anche le vie di Hebron, singolare esempio di occupazione verticale del territorio: i Palestinesi nei Piani Inferiori ed i coloni israeliani sopra Loro Nella stessa struttura abitativa. Così i miei occhi Hanno potuto vedere le Reti di Protezione "dall'alto" colme di ogni genere di spazzatura Che anche il mio naso ha potuto odorare. Stesso odore, ma sfumate con variazioni sul tema, nel campo profughi di Shufat, Nella periferia est di Gerusalemme uno ridosso del muro, dal peccato Fondato '48 (l'anno della fondazione di Israele e del Primo Conflitto arabo-israeliano terminato con la sconfitta araba e La creazione dei primi campi profughi) All'interno dei confini della città contesa, e gestito ancora oggi dall'UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite Che si occu dei profughi Palestinesi). Viene qui impedito di Esportare l'immondizia ed allora, per non esserne sopraffatti, chi la produce la brucia nei container Che la contengono. Difficile scordare Quella puzza el'aria Che si è costretti uno respirare.
Pari condizioni?
Con i miei piedi ho calpestato le dure zolle, dove riescono ancora a crescere Gli Ulivi, nel giorno dell'inaugurazione della raccolta del prodotto sudato. Sembra Che i coloni ebrei approfittino di questa occasione per sparare addosso agli Agricoltori. E La Mira Prendere la Sanno bene visti i NUMEROSI feriti sui campi. DOBBIAMO chiamarli "Infortuni sul lavoro"?

Durante la serata dedicata alla riunione con i parenti delle Vittime Palestinesi avevo israeliane ed venire vicino un signore robusto, col viso rubicondo e di età senile. "Where are you from?" Chiedo io gioviale con tariffa. "Da Israele!" Fu la sua risposta perentoria carica di orgoglio patriottico. Ho avvertito nell'aria come una distonia. Mi è sembrata una risposta anomala visto Che ci trovavamo uno Gerusalemme. Come se facessero a me la Stessa domanda a Brescia ed io rispondessi "Dall'Italia". Limitato il mio inglese non ha permesso Che la conversazione proseguisse. SAREBBE Stato Interessante Approfondire e cogliere altre sfumature.

   In fondo La situazione "è semplice" da descrivere. C'è un posto sulla terra situato nel M.O. Che coincide con Quello che Viene universalmente Riconosciuto come Israele (Europa docet per rimozione di sensi di colpa). SI TRATTA di un Paese piccolo, non raggiunge i sette milioni e mezzo di abitanti, ma con uno degli Eserciti più forti ed attrezzati al mondo, Bomba Atomica compresa. Davanti a tanto spiegamento di FORZE c'è una Popolazione stracciona, incazzata alquanto, Che SI CHIEDE Perché mai Dovrebbe togliersi dai piedi (per andare dove, poi?) E Lasciare la propria terra ed abitazioni ad Uomini Che le reclamano "per diritto"?
A me Sembra tutto un "rovescio" della Storia, l'Assurdità Più che la Banalità del male.

   Così i miei occhi non Hanno potuto fare a meno di lacrimare. Gianna Pasini Italia
 
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