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14/11/2008
[Ha’aretz] Secondo Ha’aretz, il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, ha approvato decine di progetti di costruzione in Cisgiordania nel corso degli ultimi mesi, in contraddizione con gli impegni presi da Israele rispetto alla Road Map. Barak ha anche approvato la messa sul mercato di centinaia di alloggi per le colonie.
01/11/2008
[CCIPPP] La 144esima missione ci porta alla manifestazione di Bil’in. Verso le ore 11, Abdallah ci presenta la situazione del villaggio, ci spiega come il Muro serva per accaparrarsi le terre degli abitanti del villaggio che sono privati di ogni mezzo di sostentamento, ci racconta la storia del comitato popolare e dei principi della nonviolenza e ci illustra le modalità di svolgimento della manifestazione. Il Muro è composto da due reticolati metallici paralleli. Ci sono due porte, una per ogni reticolato, che non sono una di fronte all’altra, in modo che, per attraversare il Muro, è necessario procedere all’interno di un corridoio metallico per qualche centinaio di metri. In generale, i manifestanti riescono a passare oltre la prima porta, ma restano bloccati davanti alla seconda. Abdallah ricorda che bisogna seguire le sue direttive. Innanzitutto mettiamo dell’aglio sotto il naso per attenuare l’effetto dei gas lacrimogeni.
31/10/2008
Nel corso degli ultimi 4 anni, il villaggio di Bil’in ha protestato contro il Muro e la costruzione delle colonie. Oggi si è svolta, un’altra marcia di protesta, organizzata dopo la preghiera del venerdì, a cui hanno partecipato alcuni militanti israeliani e internazionali. La protesta commemorava il 52esimo anniversario del massacro di Kifr Qasem e il 91esimo dalla Dichiarazione di Balfour. I manifestanti hanno condannato questi avvenimenti e la politica di occupazione israeliana.
30/10/2008
[Palestinian Information Center] Un’inchiesta condotta dall’Ufficio Centrale di Statistica palestinese ha rivelato che l’impatto demografico del Muro dell’Apartheid di Israele è raddoppiato nel corso degli ultimi 3 anni e che il Muro ha determinato lo spostamento di circa 3.880 famiglie palestinesi composte da circa 28.000 persone.
22/10/2008
[Ha’aretz] Si sarebbe potuto aspettare dai leader dei coloni, compresi importanti rabbini, una condanna più veemente dei loro vicini ebrei che incarnano l’occupazione in ciò che ha di più disgustoso. Ma sono le autorità occupanti che, sul piano ufficiale e su quello morale, hanno la responsabilità di vegliare sul benessere della popolazione palestinese. Tutti gli attacchi [di coloni contro alcuni Palestinesi durante la raccolta delle olive, ndr] si sono verificati nella zona B e C, che gli accordi di Oslo hanno prefigurato sotto la sola responsabilità di Israele in materia di sicurezza. Il presidente Mahmoud Abbas ha avuto perfettamente ragione nel dire che Israele non ha compiuto il suo dovere perché non ha protetto gli agricoltori palestinesi dai coloni.
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Bil’in fa appello all’aiuto di tutti e invita i sostenitori del mondo intero a organizzare delle azioni di solidarietà per "mediatizzare" la procedura giudiziaria che il villaggio ha intrapreso in Canada. Bil’in ha anche bisogno del vostro sostegno per mettere insieme dei fondi che serviranno a pagare le spese legali che, ad oggi, ammontano a 50000 $.
Luglio 2008: Bil’in intraprende un’azione legale in Canada contro due imprese registrate in Quebec. Intanto, lo Stato d’Israele ha presentato il tracciato alternativo del Muro a 10 mesi di distanza dalla decisione della Corte Suprema israeliana. Il nuovo tracciato sarà sottoposto prossimamente al giudizio di tre giudici.
Il costo crescente della lotta congiunta palestinese-israeliana contro l’occupazione e il costo di difendere gli attivisti palestinesi ci costringe di lanciare questo appello urgente per fondi. Chiediamo il vostro sostegno per poter continuare il lavoro del gruppo israeliano Anarchici Contro il Muro (ACIM) e, più importante, per poter aumentare la cassa di difesa che ci consentirebbe di coprire le spese legali dei nostri compagni palestinesi che vengono arrestati durante le manifestazione congiunte.
« Un bus per Bil’in »: il progetto è di acquistare un minibus che consenta lo sviluppo del villaggio e il trasporto di studenti all’università.
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