Privato del permesso che gli consentiva di essere curato a Tel Aviv, un palestinese comincia uno sciopero della fame

21/11/2009

dal Comitato Popolare di Bil’in

Ibrahim Burnat, un abitante di Bil’in che è stato ferito alla coscia da proiettili durante una manifestazione del 13 giugno 2008, ha iniziato uno sciopero della fame giovedì scorso dopo essersi visto rifiutare il permesso che gli consentiva di beneficiare di un trattamento medico nell’ospedale di Tel Aviv.

Ibrahim era stato ferito alla coscia: tre proiettili gli hanno provocato una frattura e delle lesioni nervose.

Il primo novembre 2009, Ibrahim doveva fare dei test medici all’ospedale Ichilov di Tel Aviv nella speranza di fare delle cure che potessero restituirgli la sensibilità nella gamba. Come tutti i palestinesi, Ibrahim deve chiedere un permesso speciale per entrare in Israele, anche se si tratta di trattamenti medici. Nonostante avesse fornito un documento che certificava l’impossibilità di usufruire di queste cure negli ospedali palestinesi, l’esercito ha rifiutato di rilasciargli un permesso per « ragioni di sicurezza ».

Ibrahim è il fratello di Rani che era stato ferito al collo da un tiratore israeliano nell’ottobre 2000, durante una manifestazione presso un posto di blocco di Qalandiya. Da allora Rani vive su una sedia a rotelle. Un regolamento israeliano definisce automaticamente i genitori di vittime palestinesi decedute o gravemente ferite come minacce per la sicurezza di Israele. Il rifiuto assurdo di Israele di accordare un permesso a Ibrahim che gli darebbe accesso a trattamenti medici non ha nulla a che vedere con le sue azioni o le sue convinzioni.

Di fronte all’indifferenza della burocrazia israeliana, Ibrahim ha risposto con un gesto disperato e ha iniziato uno sciopero della fame.

Ibrahim ha oggi dichiarato : « E’ il mio terzo giorno senza cibo e sono molto debole, ma cosa posso fare ? Non ho sensibilità nella gamba destra da un anno e mi si impedisce di ricevere un trattamento medico di cui ho grande necessità ».